mercoledì 31 maggio 2017

MACCHINA DA GUERRA


Macchina da guerra! Come altro definire l'organizzazione del Partito Democratico pratese? Una vera e propria macchina da guerra. Al confronto, specialmente, con il nulla delle altre formazioni politiche cittadine, l'organizzazione del PD questo appare.
Una capillare macchina creata per conservare ed arricchire il consenso di cui ancora gode quel partito nella società pratese. Una war machine che copre tutto il territorio, dal centro storico fino alla più sperduta frazione della periferia. L'unica in grado ancora di mobilitare la propria gente. La sola che riesce ancora a far smuovere di casa centinaia di persone per andare a sentire i vari racconti del segretario Gabriele Bosi o di qualche assessore comunale.
Forse, parafrasando Achille Occhetto, non proprio una gioiosa macchina da guerra, ma sicuramente l'unica in grado di intercettare, celebrare, far lievitare e sublimare l'interesse (scarso) dei cittadini verso la politica, cittadina e nazionale. 
Adesso più che mai, anche per merito delle primarie, il PD sembra l'unico partito capace di interloquire con i propri militanti e con gli altri cittadini. Merito non da poco ove si pensi alla scarsa rilevanza che ha oggi la militanza politica in generale. Certamente pesa il retaggio dell'antica organizzazione del defunto PCI, sicuramente il più strutturato in assoluto dei partiti politici nazionali. Ma non è ininfluente la costante volontà dei democratici di mettersi in rapporto con la propria esigente base popolare. Cosicchè mentre gli altri movimenti e/o partiti si rifugiano chi nell'etereo web chi nell'ampio e leggiadro spazio dell'opinione pubblica il PD continua a considerare decisivamente rilevante il confronto diretto con militanti, iscritti ed elettori. Utilizzando certamente anche le nuove tecnologie digitali, ma ancorando il tutto ad un tradizionale lavoro che prevede nel face to face ancora una metodologia efficace e non obsoleta.



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