venerdì 6 gennaio 2017

BARRIERE

Foto Tirreno Prato

"Si esce poco la sera compreso quando è festa
e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra....."
Così cantava e profetizzava, qualche anno fa, Lucio Dalla. Pareva una licenza poetica, un'immagine forzata del grande cantautore bolognese. E invece. Invece quasi ci siamo.
Il terrorismo ci obbliga a cambiare le nostre abitudini ed a mutare il volto delle nostre città. Cosicchè anche nella tranquillissima Prato sono spuntate, la sera dell'ultimo dell'anno, le barriere di cemento. Per sbarrare la strada ad eventuali attentatori alla guida di TIR.
Per mettere al riparo, per quanto è umanamente possibile, i cittadini che si radunano in festa per salutare l'anno vecchio e quello nuovo. 
I pesanti blocchi di cemento sono stati posati, per la prima volta, nella Piazza delle Carceri a protezione della piazza San Francesco, sede del concerto di fine anno.
E' assai sgradevole la vista di questi manufatti. Corrisponde all'esatto opposto di quello che vuol essere una festa di capodanno: spensieratezza, allegria, risa e gioia.
Tuttavia ci sentiamo di approvare chi ha deciso questa misura di sicurezza. Della serie  'meglio aver paura che buscarne'.   
Ovviamente siamo ben consapevoli che alcuni jersey di sbarramento non mettono affatto al sicuro da eventuali attacchi (l'atto terroristico di Istanbul ce lo ricorda amaramente...). Ma questo, per adesso, è quello che ci è concesso per la nostra timida autodifesa. 

mercoledì 4 gennaio 2017

GIUNTA BIFFONI: INSUFFICIENTE


INSUFFICIENZA
di Maurizio Giardi
Il merito di Targetti, se non altro, è il tentativo di colmare la mancanza di dibattito che si registra in città. Le pagelle sono fastidiose quanto inutili, ma tendono a evidenziare una percezione generale ben presente. Lo sappiamo tutti. Il dibattito non può seguire tali questioni, dato che la politica cittadina viene rappresentata oggi soltanto dall’attuale amministrazione comunale e non da altri presidi che appaiono del tutto inesistenti, per esempio i partiti. Ho più volte definito l’epoca attuale come “il tempo dell’insufficienza” certo, non pensando ai voti scolastici, ma cercando di capire l’insufficienza generale che non riusciamo a colmare rispetto ai problemi di fronte a noi. L’insufficienza non è uno stato d’animo, ma un dato concreto misurabile dalla solitudine di chi amministra una città, come qualsiasi altra cosa. L’insufficienza è il fattore principale dei propri errori che vengono amplificati a dismisura, mentre le cose fatte bene passano inosservate. L’insufficienza è politica oltre che istituzionale e amministrativa perché si basa su “l’uomo solo al comando” e tradisce il rapporto con i cittadini, sempre più labile. Possiamo permettercela? Non più. Ecco l’errore della nuova classe politica nuova. Non capire che non basta avere posti di comando per fare politica nel senso alto del termine. Puoi fare amministrazione, anche belle cose, proporre visuali attraverso le scelte che qualche assessore ha in testa, ma continua a non essere politica. Perché essenzialmente non va alla ricerca della città. Oggi dovrebbe essere l’azione principale da fare, tutto il resto lo vedo dispersivo e sottoposto all’errore. Andando sempre dietro a Targetti, sulle riflessioni da fare in merito alle categorie che la città, ancora faticosamente e senza molto costrutto, tende ad avere. Al consiglio comunale che è ormai il fantasma di se stesso, rispondo, aderendo alla sua sollecitazione, che la crisi è generale e di rappresentanza. Anche questo è un danno che appare incolmabile e che non produce qualità politica né dibattito utile. Pertanto il suo appello finale all’unità, che nella sua visione appare soltanto destinato a una parte, io lo vorrei allargare all’intera città, per una discussione franca, aperta e leale sul da farsi. Ci sono questioni che vanno oltre il nostro sviluppo urbanistico (che dovrebbe essere il riassunto di un’idea e non il suo contrario), fattori aperti di coesione sociale e la stessa tenuta civile della città nel prossimo futuro. Non si risolverà tutto attraverso l’amministrazione comunale. Occorre la politica e una visuale generale della città che è tutta da costruire. Chi pensa all’autosufficienza ha già perduto.
Maurizio Giardi

lunedì 2 gennaio 2017

GIUNTA BIFFONI: PAGELLE


PAGELLE GIUNTA BIFFONI: “RIFLESSIONE” SARÀ IL TORMENTONE DEL 2017
di Jonathan Targetti

Il giro di boa è arrivato anche per la giunta Biffoni. Le due testate cittadine di riferimento non si sono lasciate sfuggire questa ghiotta occasione, anche se lo hanno fatto in due modi molto differenti. A mio avviso però, nessuno dei due è riuscito a fotografare la situazione reale, e forse in entrambi i casi, non c’era neppure questa ambizione. Il Tirreno ha intervistato 18 personalità locali, parzialmente rappresentative delle associazioni, del mondo della cultura, dello sport, del lavoro e del commercio. Mi piacerebbe aprire una parentesi e soffermarmi su quanto oggi le categorie riescano a rappresentare davvero i loro iscritti: quanto, ad esempio Confindustria, sia rappresentativa delle 29.000 partite iva pratesi o delle 7.000 aziende del settore tessile/moda, o di quanto i comitati di quartiere, come ad esempio quello del Macrolotto Zero, siano espressione reale del territorio che rappresentano. Rimando però questa analisi ad un prossimo articolo che mi concederà l’amico Vittorio. La cosa che si nota subito leggendo l’articolo de Il Tirreno, è che la differenza tra il voto migliore e quello peggiore, ovvero tra il 6,5 di Barberis e il 5,2 della Toccafondi, non è poi così netta; terzo classificato il Sindaco Biffoni con 6,2, superato solo di uno 0,1 dalla Squittieri. Il resto degli Assessori risultano tutti insufficienti, anche se di poco. Insomma, né fenomeni né incapaci. Nota di merito per Il Tirreno che ha saputo anticipare La Nazione di qualche giorno pubblicando un articolo chiaro, curato e approfondito. Nonostante i voti de La Nazione siano in linea con quelli del Tirreno, le modalità di analisi lasciano alquanto perplessi: come possono essere sufficienti cento email per una città di 200.000 abitanti così complessa com’è Prato? Per non parlare dell’attendibilità delle email stesse. Senza considerare la beffa di aver annunciato in grande stile queste pagelle di metà mandato, per poi farsi bruciare nei tempi dalla concorrenza. Questi due tentativi della stampa locale di raccontare una giunta in difficoltà, arrivano dopo le recenti classifiche del Sole24Ore e di Italia Oggi e a pochi giorni dalle polemiche sul mancato rinnovo del finanziamento alla Festa delle Luci di Chinatown, che ha visto la Giunta protagonista nel maldestro tentativo di voler legare un evento culturale al mancato rispetto della raccolta differenziata da parte della comunità cinese. Polemica che ha di fatto allargato in maniera importante e forse insanabile la frattura tra la rive gauche cittadina e l’Amministrazione. Sinistra locale che, mi sembra giusto ricordarlo, era in coalizione con il PD due anni e mezzo fa. L’atteggiamento della Giunta è stato quello di minimizzare questi ultimi passaggi riguardanti la perdita di consenso e il peggioramento della qualità della vita in città. E forse fa bene Biffoni a non dare tanto peso a questo tipo di critiche che spesso lasciano il tempo che trovano, ma sono certo che in cuor suo, qualche dubbio stia venendo a lui e alle persone a lui vicine. Se un indizio non può fare una prova, più indizi dovrebbero quantomeno portare ad una riflessione. Perché se è vero che l’operazione de La Nazione è stata quasi folkloristica, quella del Tirreno sicuramente nasconde delle chiavi di lettura interessanti che meriterebbero di essere approfondite. Ad esempio, quali sono i rapporti tra le categorie economiche e l’Assessore allo Sviluppo Economico Daniela Toccafondi e che voto le avranno dato Cavicchi, Spada, Belli e Ferraboschi? Partendo da qui, credo sia opportuno iniziare una riflessione serena sull’operato di ogni Assessore. Probabilmente però, il Sindaco, il Segretario del Partito Democratico e il Capogruppo in Consiglio Comunale con tutto il gruppo consiliare di maggioranza, queste riflessioni le stanno già facendo. Ci dividono solo due anni e mezzo alle prossime elezioni. Ai cittadini dovranno essere presentati, oltre ai diversi cantieri che anticiperanno la città del futuro, anche i risultati ottenuti. Nella gestione dell’ordinario invece, credo che Biffoni e la sua squadra abbiano già dimostrato tutte le loro capacità. Le riflessioni da fare, a questo punto, sarebbero molte. Una riflessione sul Consiglio Comunale, sia sul gruppo di maggioranza, che forse fatica ancora ad essere un gruppo, che sull’opposizione, che punta sempre più spesso solo ai titoli sui giornali invece di fare politica vera.
Una riflessione sulle categorie e le associazioni. Smettete, smettiamo di andare ognuno per conto suo. Sediamoci ad un tavolo e proviamo a costruire un percorso condiviso. Tutti. Altrimenti il rischio è di continuare a girare a vuoto mentre la politica continuerà a girarci intorno. Una riflessione finale vorrei farla anche sulla stampa locale, che ha una responsabilità e un dovere enorme nei confronti della nostra città. Cercate di fare il vostro lavo in maniera sincera. Cercate di raccontare la nostra città in tutte le sue complessità ma anche in tutta la sua completezza. Soprattutto, senza solleticare gli istinti peggiori anche se vi portano più click.

JONATHAN TARGETTI