sabato 21 gennaio 2017

CINESI


Continua ad aumentare la popolazione residente del Comune di Prato. Al 31.12.2016 i cittadini registrati in anagrafe erano 192.469. In aumento di 1.319 persone rispetto al 31.12.2015. Alle stesse date i residenti con cittadinanza straniera erano rispettivamente 36.400 e 34.794, con un aumento nell'anno di 1.606 residenti. Fra i cittadini stranieri la comunità più consistente continua ad essere quella cinese. Al 31.12.2016 erano 18.989 contro i 16.918 del 31.12.2015. Un aumento, dunque di 2.071 persone. Arrivano a Prato, insomma, ancora circa 6 cinesi al giorno. E' un flusso che non pare diminuire col passare degli anni. Evidentemente la comunità cinese si è così ben insediata nella nostra città da fare da catalizzatore per molti nuovi arrivi. Oltre duemila nuovi cittadini che vanno ad occupare nuovi posti di lavoro, nuove abitazioni, nuovi letti e che richiedono tutti i servizi che la comunità eroga ai suoi componenti. 
Chiunque voglia affrontare in modo razionale la "questione cinesi" non può prescindere, 'festa delle luci' o 'non festa delle luci', da questi numeri e da questo contesto economico.

giovedì 19 gennaio 2017

AVVOCATIvsBIFFONI


Le dichiarazioni del sindaco Biffoni, anche nella sua qualità di delegato nazionale Anci per i problemi dell'immigrazione, favorevoli all'apertura di nuovi C.I.E. in tutte le regioni italiane, fanno discutere.
Anche se accompagnate da un cauto invito a non derogare dai tempi di permanenza degli emigrati in quelle strutture il beneplacito del sindaco di Prato appare fuori luogo. Intanto perchè, comunque, Biffoni sa benissimo che la richiesta di tempi brevi di permanenza è una pia illusione stante le regole e l'organizzazione attuale dei C.I.E.. Ma, e anche di più, perchè non affronta la vera natura di questi centri. Che paiono essere stati concepiti non per dare una risposta moderna, civile e democratica al problema dell'immigrazione quanto a metterla il più possibile in un cantuccio, per renderla la più invisibile ed indolore possibile per quelle correnti razziste, xenofobe ed isolazioniste dell'opinione pubblica nazionale. Al proposito dice bene la Camera Penale di Prato sostenendo che "La proposta formulata dal Ministro dell’Interno sulla scia dei tragici fatti di Cona e dell’ondata emotiva che ne é scaturita, di aprire Centri di identificazione ed espulsione in tutte le regioni italiane di recente condivisa pubblicamente anche dal sindaco di Prato, ripropone una risposta sbagliata e già rivelatasi fallimentare al problema della gestione dei fenomeni migratori. La finalità con cui i C.I.E. sono nati, ossia identificare i soggetti per poi procedere al loro rimpatrio, si è infatti scontrata con la concreta difficoltà di eseguire i rimpatri stessi, sia per la mancanza dl accordi bilaterali con i paesi di provenienza dei migranti, sia per gli elevati costi di queste strutture, che hanno finito per trasformarsi in luoghi di detenzione per persone che non hanno commesso alcun reato o, se lo hanno commesso, hanno già scontato la loro pena, rimanendo, spesso a lungo in queste strutture, quasi terra di nessuno, dove non sono invocabili a chiare lettere neppure le garanzie che sono proprie dei “veri” detenuti".
"In uno stato di diritto le soluzioni del problema immigrazione non possono prescindere dal rispetto dei diritti umani inviolabili e vanno piuttosto ricercate nell’applicazione effettiva delle misure già esistenti, quali l’accompagnamento immediato alla frontiera, investendo nel rafforzamento delle procedure di identificazione (ed anticipandole alla fase di espiazione della pena per coloro che provengono dal circuito penitenziario), nella stipula di accordi bilaterali con gli Stati esteri per rendere effettiva la collaborazione internazionale per il rimpatrio, nello snellimento delle procedure per l’ottenimento dei titoli di soggiorno per chi ne abbia i requisiti ed in serie politiche di integrazione degli immigrati regolari. La Camera di Prato esprime quindi la propria ferma contrarietà all’apertura di nuovi C.I.E., ritenendo che andrebbero anzi chiusi quelli già esistenti e comunque drasticamente ridotti i tempi di permanenza al loro interno, che sono andati incontro, nel corso degli anni, ad una drammatica ed inaccettabile dilatazione".

martedì 17 gennaio 2017

ABBIAMO UN SINDACUCCIO


Non porta affatto bene a Matteo Biffoni, nè a Prato, l'annuale classifica del Sole24ore sul gradimento del loro sindaco da parte dei cittadini. L'indagine, svolta dal 10 novembre al 22 dicembre, colloca il nostro sindaco ultimo tra quelli toscani ed al 92^ posto a livello nazionale con il poco invidiabile punteggio del 48%.
Biffoni risulta in calo dell'1% rispetto all'anno scorso e di ben 10,2 punti rispetto alla percentuale con la quale fu eletto nel 2014. Naturalmente si tratta di un sondaggio demoscopico e come tale deve essere inteso più come trend che come verità assoluta.
Tuttavia, non v'è alcun dubbio, la sindacatura Biffoni conferma una notevole difficoltà a mettersi in sintonia con i propri cittadini. Pur avendo dalla sua un'invidiabile solidità politica della sua maggioranza, per adesso solo scalfita dall'abbandono di una consigliera dalla sua lista personale, ma per il resto assolutamente tetragona nell'appoggiare qualsiasi decisione di Giunta e Sindaco. Ma, forse, le dolenti note stanno proprio qui: nella capacità della Giunta Biffoni di prendere decisioni utili per i cittadini. E nella capacità di fare amministrazione con idee, mezzi ed organizzazione adeguata alle promesse effettuate in campagna elettorale.
La più esplicita delle quali (fare di Prato, con un'altra storia rispetto alla Giunta Cenni, una grande città europea..). Ebbene di questi propositi ad oggi, dopo oltre due anni e mezzo di governo, non s'è visto assolutamente niente. Se non la riapertura del Museo Pecci. Grande avvenimento ma non ascrivibile se non in piccola parte a questa amministrazione. Per il resto la Giunta si barcamena nella gestione del quotidiano. Diremmo meglio, nella banale gestione del quotidiano. Senza alcuna alzata d'ingegno e senza che si presentino alla città risultati tangibili. Certamente più attrezzata pare la via del futuro. Con la demolizione del vecchio ospedale prenderà vita il Parco Centrale. Che se congegnato nella migliore maniera consegnerà alla città un'altra importante porta d'accesso al Centro Storico.
Fino ad oggi di positivo possiamo solo annoverare invece solo il rifacimento della bella Piazza Cardinale Niccolò ed il restyling, in corso, della derelitta Piazza Ciardi. Non granchè, vero?