venerdì 27 gennaio 2017

COMMERCIO


L'Esselunga di Viale Galilei è stata aperta da poche settimane. Da qualche giorno sono stati demoliti gli edifici del vecchio supermarket. Adesso l'enorme nuovo superstore troneggia solitario tra il Campo di Rugby e gli Abatoni. Il tutto portato a termine con caprottiana efficienza. Che provvederà anche a rendere più agevole per i veicoli il transito su quel tratto di viale.
A qualche centinaio di metri di distanza sopravvive, ma ancora per non molto, il supermercato Superal in Via Targetti. Destinato, però, a scomparire per lasciare il posto, insieme ad altri grandi negozi della stessa strada, ad una nuova impresa commerciale. Il tutto è compreso nel  progetto che la proprietà di quell'area (Balli) ha presentato all'amministrazione comunale. 
Questa nuova operazione, a poche centinaia di metri dal Centro Storico, ha messo in allarme i commercianti del centro città. Che hanno manifestato al Comune la loro ennesima preoccupazione sul fatto che tale progetto andrà a restringere ancora di più il perimetro della loro clientela potenziale. 
Ma, naturalmente, le proteste dei commercianti resteranno lettera morta. Come in passato niente può fermare la tendenza che favorisce l'estendersi della grande distribuzione. 
Cosicchè è prevedibile che altre piccole botteghe centrali ci lasceranno le penne, andando ad aumentare la serie infinita di vetrine vuote e serrande abbassate che già adesso caratterizzano gran parte delle strade centrali.
Senza che l'amministrazione comunale abbia pensato a qualche provvedimento capace, se non di invertire la tendenza, almeno di bloccarla. 

mercoledì 25 gennaio 2017

PROVINCIA A BRANDELLI


Nella foto la prima riunione del Consiglio Provinciale di Prato dopo le elezioni indirette (hanno votato solo i consiglieri comunali dei 7 comuni) tenutesi nelle scorse settimane.
10 persone intorno ad un tavolo dalle misure spropositate, più 2 o 3 impiegati ad assistere.
E' una foto che mette addosso una tristezza infinita. Specialmente considerando che il referendum del 4 dicembre scorso ha, indirettamente, confermato la validità di questi enti.
Certamente si può dire che il voto negativo al loro scioglimento deriva da valutazioni d'ordine tutto politico (chi ha votato no l'ha fatto, principalmente, per costringere Matteo Renzi alle dimissioni..) tuttavia l'esito è stato quello non soltanto di confermare la presenza delle Province ma anche di ridargli fiato e vigore. Se la legge Del Rio aveva operato una parziale "mummificazione" di questi enti, il No al referendum  rischia di eternizzare la loro presenza. Una presenza, spessissimo, malefica!
Oggi le province sono enti quasi del tutto svuotati di personale e di competenze. Ed alle prese pure con conti finanziari che difficilmente possono permettergli di far fronte agli ultimi impegni rimasti, ad esempio la manutenzione delle strade provinciali.
Sono presiedute dal sindaco del Comune capoluogo. Che, ben volentieri, ne affida la reale gestione ad un suo vice nominato tra i consiglieri provinciali. Insomma un pastrocchio ed un pasticcio all'italiana! Aggravato dall'ormai impossibile scioglimento effettivo e definitivo a seguito dell'esito referendario. Cosicchè i cittadini si troveranno, anche in futuro, a finanziare un ente in via di rottamazione virtuale ma pur sempre vivo. L'unica speranza è che le ridotte capacità economiche impediscano il ripetersi, qui a Prato, di "affari" immobiliari poco chiari o tracolli veri e propri come successo col caso CREAF.

lunedì 23 gennaio 2017

PD: MOVIMENTI PRATESI


Il Partito Democratico di Prato sta vivendo giorni di movimenti, interni ed esterni. Non erano passate che poche ore dall'annuncio della costituzione dell'associazione politico-culturale "Manifattura Democratica" (d'area dem ma con dentro, oltre ad iscritti al PD, anche cittadini di tutt'altra provenienza o senza precisa collocazione politica), e della sua prima iniziativa pubblica (5 febbraio con Giampiero Nigro e Valerio Barberis..) che il segretario cittadino Gabriele Bosi annunciava la convocazione di tutti gli iscritti pratesi (1.600) per una specie di Leopoldina  l'11 febbraio in quel di Galciana. 
Che si sia trattato di una immediata risposta a "Manifattura Democratica"? Non ce la sentiamo di mettere i due avvenimenti in stretta connessione. Può essere benissimo che sia stata solo una coincidenza di date a segnare quella che però appare la vera ripresa dell'attività politica cittadina, almeno sul versante democrat, dopo le tante feste di fine anno. Sta di fatto che tutti e due questi eventi lasciano intravvedere che il 2017 sarà un anno cruciale per la vita del PD pratese. D'altronde con le elezioni politiche a ridosso (sia anticipate che alla scadenza naturale del 2018...), che significano per Prato la scelta, non facile, dei candidati, pare evidente l'accentuarsi dello stato di fibrillazione di un partito solitamente placido sia nella sua dirigenza che nella sua base. La prospettiva è il congresso nazionale che Matteo Renzi, prima o poi, dovrà stabilire ed annunciare. E' in quest'ottica che, nei prossimi mesi, dovranno essere soppesati i vari movimenti che animeranno la vita del PD e dei suoi immediati dintorni.