venerdì 3 marzo 2017

RABBIOSI?



Ma sarà davvero vero? Che i pratesi sono ai primi posti della classifica degli "arrabbiati" sul web?
Pare proprio di sì. Almeno a dar retta alla ricerca sui "leoni da tastiera" effettuata dalla rivista on line "Wired". Prato sarebbe addirittura sesta tra le grandi città dopo Roma, Milano, Napoli, Torino e Cagliari.
La rivista ha passato al setaccio circa 80 milioni di tweet (e dunque ci si limita solo ai tweetteristi...). 
Ed in Toscana Prato ha naturalmente il primato assoluto. 
La rabbia dei pratesi sul web pare indirizzata soprattutto contro i politici e la politica.
Fornendo così un altro motivo di stupore. Vista da dentro, infatti, la nostra città non pare mostrare tutto questa rancorosa rabbia contro politici e politica. Anzi Prato sembra piuttosto avvezza a "sdraiarsi" comodamente sulla propria classe dirigente. Niente farebbe pensare, invece, che dietro la tastiera e l'anonimato, vi siano cuori che covano risentimenti, rancori e rabbie.
Ma tant'è. Almeno a dar fiducia alla ricerca citata.  
Dalla quale viene fuori, dunque, una Prato dai due volti: paciosa e tranquilla all'apparenza nella realtà e rabbiosa e turbolenta quando si trasferisce sul web.


mercoledì 1 marzo 2017

LISTE CIVICHE


Sembra che la segreteria provinciale del PD abbia cominciato a ragionare intorno alle prossime elezioni amministrative che sono, politicamente, quasi dietro l'angolo (2019). Con una grossa novità in testa. Assicurare anche per la prossima tornata elettorale la presenza di una lista civica d'appoggio al candidato del PD. Che non ha mai amato molto, per la verità, le liste civiche. Perchè, inevitabilmente, portano via voti e percentuali alla "ditta" principale. Tuttavia, oramai, non pare più possibile farne a meno. Sono sempre di più i cittadini che non se la sentono di mettere il loro segno sul simbolo del partito.
Liste civiche, dunque. Ma anche liste ciniche! E/o liste civetta!
Giacchè passate le elezioni nessuno si ricorda più di loro.
Emblematico, a questo proposito, il caso della lista civica "Biffoni per Prato" presente nel 2014 in appoggio al sindaco eletto.  Nonostante un ottimo risultato elettorale (5.700 voti pari al 6,31% e due elette) la lista è stata presto dimenticata. Il PD ha fatto "tutto mio" e non ha lasciato neppure un assessore ai suoi compagni di viaggio, che pure l'avrebbero ampiamente meritato per il bottino elettorale portato a casa. Con l'immediato risultato che una delle due consigliere elette ha abbandonato subito il gruppo (e la maggioranza) non sentendosi minimamente valorizzata.   
E' un'esperienza che peserà sulla formazione di una prossima lista civica. Non a caso il PD inizia per tempo a lavorare alla sua ricostituzione. Sa che non sarà facile trovare una quarantina di persone e personaggi ai quali si chiede solo di essere dei donatori di sangue elettorale per poi essere relegati in un angolino buio della politica che conta. 
Certo la lista potrà essere riempita di "signorsì" (ce ne sono sempre in abbondanza...) ma difficilmente si riuscirà ad inserire nell'elenco soggetti con un loro seguito autonomo o una precisa identità politica. Che sono le due qualità che nel 2014 hanno fatto raggiungere un ottimo risultato alla lista civica "Biffoni per Prato".





lunedì 27 febbraio 2017

DIRETTORE PECCI. CHI?


E' in scadenza l'incarico di direttore del Centro Pecci. A meno che Cavallucci non decida di accettare la proposta del Consiglio d'Amministrazione, rimanere in carica fino al 31.12.2017 occorrerà sceglierne subito uno nuovo. Con quale metodo? L'ultima volta fu scelta la strada di un concorso pubblico internazionale. Fu poi una commissione ad hoc a scegliere Fabio Cavallucci. La vicenda ebbe come corollario, ricorderete, la querelle con la domanda presentata da Vittorio Sgarbi. Che pretendeva, dall'alto delle sue numerose "benemerenze", di essere il prescelto per "chiara fama". Adesso, premesso che Sgarbi non si ripresenterà (forse), il Centro Pecci dovrà decidere il successore di Cavallucci. Come? Chiamata diretta? Oppure un concorso pubblico nazionale o internazionale? Il fattore nazionalità non ha mai avuto, al Pecci, grande significato. Amnon Barzel e Daniel Soutif, per dire, hanno svolto quel compito pur non essendo italiani. Sarà per questo, allora, che l'assessore alla cultura del Comune, Simone Mangani, parla di chiamata internazionale per quel ruolo? Non lo sappiamo. Certo è che negli ambienti che seguono da vicino le vicende del mondo dell'arte contemporanea si dà quasi per sicura la nomina del concittadino quarantenne Lorenzo Giusti, adesso direttore del Museo d'Arte MAN di Nuoro.  Personaggio e professionista ben conosciuto anche a Prato. E' il genero, tra l'altro, del past sindaco Marco Romagnoli. Strapparlo al capoluogo della Barbagia non sarà semplice. Tuttavia, se il CdA del Pecci ci riuscisse, saluteremmo con simpatia il suo arrivo. Che smentirebbe, almeno per questa volta, l'antico adagio secondo il quale "nemo propheta in patria".