venerdì 17 marzo 2017

PIAZZA SAN FRANCESCO


Con l'operazione portata a termine in Piazza delle Carceri, nuovo lastricato in pietra e chiusura ermetica al traffico ed ai parcheggi delle auto, rimane adesso solo la metà di Piazza San Francesco ad essere accessibile (da Via Modesti) agli stalli dei veicoli. A cinquanta metri dalle Carceri ed a cento metri da piazza del Comune e dunque proprio nel cuore della città, la sosta delle auto in quella porzione di San Francesco appare come un evidente anacronismo. Chiusa su tutti i lati alla libera circolazione delle auto la Piazza non svolge più alcuna funzione se non quella di parcheggio avanzatissimo nel centro storico.    
Probabilmente è venuta l'ora di restituire anche la Piazza San Francesco ad un esclusivo uso pedonale.
L'assessore alla mobilità dovrebbe avere quel minimo di coraggio necessario a gestire l'operazione. La pedonalizzazione di Piazza San Francesco concluderebbe razionalmente l'intero progetto di chiusura del centro storico al traffico veicolare.
Non ha infatti alcun senso per la mobilità lasciare aperta al parcheggio quella metà di San Francesco. Anche in considerazione che per i più pigri esiste sempre la possibilità di arrivare con l'auto al parcheggio privato dei frati, peraltro ancora a buon mercato (per un'ora di sosta si spende solo 1 euro e 40 centesimi ed il parcheggio è pure controllato...).
Se le auto restassero off limits da San Francesco tutto il centro storico ne trarrebbe beneficio. In termini di omogeneità rispetto alle altre piazze già chiuse e come continuità urbanistica dello stesso centro.
Forza e coraggio allora caro assessore Alessi. Ci faccia questo regalo. Pedonalizzi tutta Piazza San Francesco. E se volesse farci un dono ancora più bello e le rimanesse un tantino di coraggio si dia da fare per ripristinare l'antico e glorioso nome della Piazza: Piazza XX Settembre! 

mercoledì 15 marzo 2017

MEDICI A TAVOLA


La famiglia dei Medici, gente che se ne intendeva, scelse anche siti del pratese per costruirvi due loro abitazioni/ritiri: la Villa dei Cento Camini di Artimino e la Villa Ambra di Poggio a Caiano. Tutte e due, non a caso, inserite da poco nella lista Unesco dei beni patrimonio dell'umanità. La Villa di Poggio a Caiano fu anche completata da una fantastica tenuta come la Fattoria delle Cascine di Tavola, primo esempio in Europa di esperimento agricolo intenzionale e scientifico voluto per diretto interessamento di Lorenzo il Magnifico.
In qualsiasi altra parte del Mondo questi beni sarebbero dei veri e propri fiori allo occhiello dei Comuni e degli Stati in cui si trovano.  
In tutto il Mondo, ma non in Italia. 
E' della settimana scorsa la notizia del muro di cinta di Villa Ambra franato a Poggio a Caiano. Colpevole, sicuramente, la mancata manutenzione. Per la quale, a sentire i responsabili della Villa, mancherebbero addirittura gli stanziamenti dei fondi necessari. 
Che dire allora della Fattoria delle Cascine di Tavola. Ormai devastata e rovinata da un principio di ristrutturazione (per farci appartamenti...) che aveva ottenuto pure il nulla osta di qualche signora della Soprintendenza. Una di quelle spocchiose funzionarie, con ville in Chianti e/o in Sardegna, che, viceversa, oppongono ogni sorta di ostacolo a minime e razionali richieste di modifica di un bene tutelato.  
La tenuta agraria di Tavola, annessa e connessa a Villa Ambra, era già stata vandalizzata da una parziale privatizzazione. Con la realizzazione di uno stupidissimo campo da golf che ne ha interrotto continuità e razionalità solo per permettere a qualche benenato di passeggiare, armato di mazza, per i suoi prati, spingendo sempre più lontano una pallina bianca.
Il resto delle Cascine è ora diventato un parco pubblico. Ma molti dei suoi immobili (oltre la Fattoria centrale...) versano in condizioni pietose in attesa di una qualche ristrutturazione. 
Sul complesso delle Cascine, da anni, si progettano interventi pubblici. L'ultimo, in ordine di tempo, è quello che prevede il riallagamento dei canali e la loro risistemazione funzionale.
Fortunatamente abbandonata l'ipotesi di far affluire nei canali interni delle Cascine le acque di risulta del depuratore di Baciacavallo, si dovrebbe riportarci l'acqua utilizzando quella di falda, lì abbondante ed assai superficiale ancorchè con livelli di trielina assai alti.
Molti studi e tanti progetti sono stati eseguiti sulle Cascine. Pochi, però, sono stati davvero realizzati.  
E non se ne capisce il motivo. A pensar male si potrebbe dire che ritardi ed omissioni, per adesso, hanno favorito l'ingresso di privati gestori di pezzi di Parco.

lunedì 13 marzo 2017

TUNNEL AL SOCCORSO


Diciamolo subito! L'opzione tunnel per superare la strozzatura della declassata al Soccorso è la migliore tra quelle possibili. Certamente non la più economica nè quella priva di elementi critici. Ma sia il raddoppio dell'attuale sede che un nuovo ponte non avrebbero gli stessi risultati che si ottengono con l'interramento della superstrada. Per il quale francamente non esistono problemi tecnici irrisolvibili. Checchè ne dicano alcuni critici sui socials. Immaginando chissà quali disastri dalla realizzazione del sottopasso.  Ben venga dunque la soluzione del tunnel. Quel che convince di meno nella proposta progettuale dell'interramento sono i discorsi a latere. Che fanno intravvedere un miglioramento complessivo della vivibilità al quartiere interessato al lavoro. Che, forse, ci sarà. Ma non tale da essere apprezzata come elemento di novità positiva per quel pezzo di Prato. Nato malissimo. E proseguito male. E che è destinato a continuare anche peggio. Se insieme al sottopasso verrà realizzata anche una nuova colata di cemento ai lati della declassata. Ne ha già concretamente parlato l'assessore all'urbanistica Valerio Barberis. Giustificando le eventuali nuove costruzioni come un modo per recuperare, tramite gli oneri d'urbanizzazione, parte dei denari occorrenti alla realizzazione del tunnel.
Ma il risultato, probabilmente, sarebbe l'eliminazione della strozzatura stradale ufficiale per sostituirla con una non meno problematica strozzatura sociale e ambientale.