sabato 15 aprile 2017

LA POLITICA DELL'ANNUNCIO


Oramai ci siamo abituati. Anzi ci siamo assuefatti. E spesso li prendiamo per buoni, per reali, per fatti. Mentre invece sono soltanto annunci. Solo anticipazioni di qualcosa che ancora non c'è ma che si farà. Quando e come non si sa! Ma si farà. L'hanno detto le autorità. Cosicchè ci perdiamo nell'inseguire virtualmente qualcosa che nella realtà è di là da venire.
E' una tecnica antica quella degli annunci. Un annuncio "è per sempre". Lo puoi ripetere come un mantra enne volte e sempre avrà un suo codazzo di credenti, fans, ammiratori. E' un modo di lavorare che la politica attuale utilizza a piene mani. I giornali ed i comunicati stampa sono pieni di annunci su quel che sindaco o giunta si apprestano a fare. Meglio se l'annuncio è ripetuto più volte ed in varie forme. Sembrerà più vero. Sembrerà quasi realizzato. Non c'è governo, regione o comune che non utilizzi questa tecnica pervasiva dell'annuncio. Più annunci si fanno e meglio è. Più ripetuti sono e più rimarranno nell'immaginario collettivo. Poco importa poi se della cosa annunciata si perdono spesso le tracce. Un suo marchio indelebile l'avrà comunque lasciato in ognuno di noi. Poco importa se tra l'annuncio e la sua concreta realizzazione passano mesi o anni. Anzi, meglio così. Giacchè puoi ripetere l'informazione quasi all'infinito. Dando la sensazione a molte persone che la cosa sia ormai fatta o stia per completarsi. Certo lo sappiamo benissimo. I tempi della pubblica amministrazione non sono quelli del privato. C'è tutta la burocrazia possibile ed immaginabile da nutrire con progetti, programmi, delibere, determine ecc. ecc....!     
Poi ci sono da trovare i denari necessari! Una volta trovati i soldi occorre bandire gare ed appalti. Ed impegnare concretamente le somme necessarie. Ed individuare il responsabile o i responsabili. Cosicchè dall'annuncio all'avvio della concreta realizzazione, la famosa cantierizzazione, passano anni ed anni. Col rischio concreto che quello che sembrava andar bene oggi rischi di trasformarsi in una ciofega domani. Naturalmente poi c'è la realizzazione dell'opera. Per quelle pubbliche è necessario indicare, in un cartellone ben visibile, la data d'inizio e quella di fine dei lavori.
Talvolta la prima viene rispettata. Ma la seconda, state sicuri, non verrà mai a coincidere con quella fissata. Basta osservare queste date sui cartelli dei cantieri pubblici per accorgersene.
Tuttavia per i pubblici committenti quello che fa premio è, per l'appunto, l'annuncio. Pagine e pagine sui giornali descrivono l'opera che verrà realizzata. Proponendo, in allegato, suggestivi rendering. Che, quasi mai, corrisponderanno a quello che verrà concretamente costruito. Controllate, ad esempio, i rendering del nuovo ospedale di Prato. E guardate invece quello che è stato combinato. Naturalmente gli anni che scorrono e la labile memoria collettiva della gente fanno sì che nessuno chieda mai conto alle autorità della difformità tra l'annuncio e la realizzazione. Ed è su questo che punta la politica dell'anticipazione.  

giovedì 13 aprile 2017

AEROPORTO: NOPERETOLA?


Questo pomeriggio, ore 17,00, alla Sala Ovale della Provincia di Prato si terrà un dibattito intorno al tema "Aeroporto di Peretola SI o NO?" organizzato dai Comitati che sono contrari alla realizzazione della nuova pista dell'aeroporto fiorentino. I promotori analizzeranno, nel corso della riunione, anche gli esiti della VIA positiva, con prescrizioni, prodotta dall'apposito Comitato Interministeriale romano.
I contrari alla nuova pista non mollano l'osso! Per loro quella nuova pista non s'ha da fare! Neppure con le importanti prescrizioni operative giunte da Roma. Sentiremo, nel dettaglio, quali saranno le posizioni dei NOPeretola! Tuttavia l'impressione è che ancora una volta esse si riducano ad una sola richiesta: No alla nuova pista e dunque No all'aeroporto di Peretola. Per loro l'aeroporto fiorentino dovrebbe essere chiuso al traffico commerciale ( da dirottare tutto su Pisa e/o Bologna) rimanendo scalo solo per aerei privati da diporto!  
Difficile ribattere a posizioni estremistiche come questa. 
Non sentono le ragioni della controparte. Come quella che racconta come Pisa sia di fatto impossibilitato ad ospitare anche il traffico aereo fiorentino. L'aeroporto Galileo Galilei è già in difficoltà adesso con i suoi soli voli programmati. Non potrebbe sicuramente reggere anche quelli eventualmente trasferiti da Firenze. Pisa avrebbe bisogno di un ampliamento. Impossibile però da realizzare in quell'area già intasata dal traffico civile e da quello militare.  
Oppure la penalizzazione che tutta la Toscana Centrale subirebbe nel caso della chiusura di fatto di Peretola.
I danni economici, ad esempio, sarebbero incalcolabili. Così come anche i danni complessivi all'ambiente derivanti dal dover spostare su Pisa tutto il traffico commerciale attualmente, ed in futuro, basato su Peretola.
Appare così molto avventurosa ed avventurista la posizione dei NOPeretola. Non solo dal punto di vista economico ma anche da quello, che sta a loro molto a cuore dicono, ambientale.

martedì 11 aprile 2017

CITTA' ALLA DERIVA


Ci mancava solo l'apparizione del machete! Poi a Prato in queste settimane abbiamo visto di tutto. La rissa scoppiata al Castello dell'Imperatore, mitica arma compresa, non è ancora la classica goccia che fa traboccare il vaso. Quello, oramai è tanto tempo che versa! La città è alla deriva! Lasciata senza guida in balia degli avvenimenti. Non son passati che pochi giorni dalla barbara uccisione del portiere d'albergo davanti al Tribunale che siamo a commentare un altro fatto di sangue. Stavolta, e per fortuna, senza vittime. Ma sembra d'essere entrati in un film di Robert Rodriguez.....
Morti ammazzati per sgozzamento, fiotti di sangue nel centro storico. Rapine, furti, aggressioni che si susseguono con estrema continuità.  Il tutto senza che dalle autorità civili cittadine venga una parola di conforto e/o d'attenzione. Quelle militari ammettono che la città è fuori dal loro controllo. Occorrerebbe, si lamentano, incrementare il personale da dedicare alla cura della città. Come a dire che questa, signori, è la normalità. Che c'è da commentare? D'altronde c'è una legge alla quale Prato sembra proprio non sfuggire! Degrado chiama degrado. Provate ad abbandonare un rifiuto a lato di una strada. In poco tempo verrà raggiunto da altre decine di rifiuti. Tanto da apparire come una spontanea discarica d'immondizia. 
Cosicchè violenza chiama altra violenza, furti altri furti, e così via!
Quello che non è accettabile in questa "normalità" è l'assordante silenzio delle istituzioni cittadine. A cominciare dal sindaco, e presidente della Provincia. Non una parola. Men che meno un gesto per sottolineare l'estrema gravità di quello che sta succedendo. Come se non dire niente, non commentare nulla, potesse far scomparire o diminuire d'importanza quegli accadimenti drammatici. Ma la politica dello struzzo non è mai servita a niente. Qui da noi rischia di complicare ancora di più la vita normale dei cittadini. Sindaco, e presidente della Provincia, se ci sei batti un colpo!!


domenica 9 aprile 2017

IL SOCIAL VESCOVO


E' comprensibile che anche il Vescovo di Prato, Franco Agostinelli, abbia deciso di aprire un proprio profilo su Facebook (Vescovo Franco).  Ormai il social è un'attrazione di massa che non può risparmiare nessuno. Neppure le alte gerarchie ecclesiastiche. Noi non sappiamo, ovviamente, gli intimi motivi che hanno spinto il nostro Pastore a scendere sul terreno, assai scivoloso peraltro, del passatempo-gioco inventato da Zuckerberg. Certo sarà stata la voglia di misurarsi con uno dei più coinvolgenti fenomeni internettiani di questi anni. Oppure la curiosità di provare a coinvolgere singoli utenti sui temi della religione e della Chiesa.
Non sappiamo se Agostinelli sia il primo vescovo italiano iscritto a Facebook. Certo non è il primo di una grande città. L'ha anticipato, ad esempio, il cardinal Betori, vescovo di Firenze. E, probabilmente, molti altri vescovi italiani. Ma a noi, che siamo certamente campanilisti, fa piacere sottolineare questa new entry nel mondo artificiale e virtuale di facebook.
E' un segno distintivo della Chiesa e dei suoi soldati occupare qualsiasi spazio si apra nella società. Troverete un prete sempre presente negli infiniti gangli della nostra organizzazione di massa. Ed è giusto che sia così. Devono o non devono i preti accudire il loro gregge? Ovunque si trovi! D'altra parte una delle caratteristiche più note dell'Agostinelli è l'estrema curiosità per tutto quello che si muove intorno a lui.
Quand'era vescovo a Grosseto non si peritò molto nel far visita, presso il loro circolo, alla comunità omosessuale grossetana. E dunque aprire un profilo facebook è, in fin dei conti, solo banale normalità.
Vedremo, in seguito, che uso intenderà farne concretamente di questa sua presenza. Per l'intanto conviene dare il nostro caloroso benvenuto al nostro Monsignore sociale!!