mercoledì 19 aprile 2017

RENZI E BIFFONI MARATONETI

Foto Notizie di Prato

Una vera sorpresa. Ma non nell'uovo di Pasqua! Il giorno di Pasquetta, ormai tradizionale data della Maratonina di Prato, è calato in città perfino Matteo Renzi. Che in coppia con l'altro nostrale Matteo (Biffoni) ha regalato un attimo di mondanità e di brillantezza alla corsa cittadina. Noi non sappiamo davvero chi ha vinto la gara! Ma poco importa. Tanto saranno stati i soliti atleti africani degli altopiani. Che queste distanze le macinano come fossero noccioline....Ma sappiamo tutto sulla partecipazione dei Mattei alla mezza maratona. Renzi, con la maglietta arancione (quella ufficiale degli organizzatori...) e Biffoni con la maglia del Prato calcio (come augurio di salvezza della squadra?...) si sono sbobbati tutti e 21 i chilometri previsti. Arrivando, appaiati, intorno alla 600^ posizione. Ma tanto quel che importava era la presenza, mica il risultato!
E la loro presenza s'è guadagnata facilmente articoli e foto dappertutto. Un'estesa presenza mediatica che equivale ad un'enorme spazio pubblicitario. Questi eventi, per i politici, sono veramente una manna. Col minimo sforzo guadagnano spazio sui quotidiani e simpatia umana. Giacchè a chi è che non fa piacere che il proprio sindaco o il proprio ex presidente del consiglio si misurino alla pari con gli altri cittadini in una gara di corsa?  Pare che ormai queste occasioni sportive abbiano preso il posto degli abusati e obsoleti comizi di piazza (che nessuno in effetti fa più..). E stanno alla pari, anzi sopra, le ambite apparizioni televisive. Mostrarsi "sportivi" ed agonisti è una buona cosa per i politici di tutte le razze. Se poi si gioca, come dire, in trasferta nella città dell'amico ed omonimo sindaco l'evento vale ancora di più. Ed allora perchè non mostrare a tutti l'incipiente pancetta dell'ultra quarantenne ex presidente del consiglio o le gambe secche dell'allampanato primo cittadino di Prato?

lunedì 17 aprile 2017

PISTOIAvsPRATO


Chi da Prato si reca a Pistoia, nel Centro Storico, nota immediatamente una differenza: mentre quello di Prato è semideserto per quasi tutto il giorno quello di Pistoia è sempre freneticamente animato. E non solo nel centrale corso cittadino ma anche nelle altre zone. Altro particolare che balza agli occhi è che in centro a Pistoia non esiste il fenomeno, purtroppo diffusissimo a Prato, dei negozi chiusi e delle serrande abbassate. Quasi tutti i negozi di Pistoia centro sono aperti e continuano a vendere e fare affari. Eppure Pistoia ha la metà degli abitanti di Prato e non possiede nemmeno quella pluralità di comunità straniere che si sono insediate a Prato. Tuttavia il centro di Pistoia ha una peculiarità che ormai Prato non possiede più. Molti pistoiesi, e moltissimi di questi sono pensionati, abitano ancora il centro e lo rendono vivo e vivace.
Prato, viceversa, non ha più praticamente abitanti in centro storico che, dunque, deve essere ravvivato solo da chi viene da fuori le mura. E questo può succedere, evidentemente, solo in certi giorni ed in certi orari. Non essendoci più abitanti è chiaro che scompaiono anche le botteghe. A chi dovrebbero vendere? Ai residenti che non ci sono più ovvero agli abitanti del "contado" che non frequentano più il centro? Specialmente tenendo conto che nel giro di pochi chilometri sono disponibili e facilmente accessibili ben due grandi complessi commerciali dov'è possibile reperire tutti gli oggetti dei desideri.  Le cosiddette botteghe di prossimità non hanno grandi possibilità di resistere a questo andazzo. O meglio. Gliene rimane solo una. Vendere prodotti di qualità superiore a quella dei grandi centri. Ad un prezzo competitivo. Facile a dirsi. Ma più difficile a farsi! A Pistoia sono i residenti in centro storico a generare la resistenza delle piccole botteghe. Insieme, magari, ad una minore proliferazione di negozi com'era successo a Prato.