sabato 29 aprile 2017

LE FESTE (COM)ANDATE


A parte l'estrema vicinanza delle date c'è qualcosa di più profondo che lega il 25 Aprile al Primo Maggio! Ed è l'evidente obsolescenza di tutte e due le festività civili. Se il 25 aprile celebra la Liberazione nazionale dopo 72 anni, il primo di maggio celebra la festa del lavoro e dei lavoratori. Ma non ci sono quasi più nè lavoro nè lavoratori! Almeno come li si intendeva una volta!
Due feste inutili insomma? Non proprio, ma ci avviciniamo molto! D'altra parte basta guardare la partecipazione popolare alle manifestazioni per rendersi conto di quanto le due feste siano decadute. Si ripetono stancamente riti e consuetudini che hanno segnato senz'altro la seconda metà del secolo scorso.
Ma che adesso faticano a ritrovare un ruolo ed una funzione. Che non sia quella di astenersi dal lavoro per due giorni ravvicinati. E, per chi può, godersi un ciclopico week end primaverile (se il meteo non si mette a far capricci beninteso..).
Se poi rammentate ad un millenial il 25 aprile manco sa di cosa cazzo parlate!
E d'altronde è più che normale che sia così. 25 aprile e Primo Maggio sono feste radicate fortemente nel secolo scorso. In questi tempi faticano a farsi spazio ed a produrre conoscenza del loro intimo significato. Tuttavia è giusto continuare a celebrarle. La fine di una dittatura autarchica e la fine di quella ben più temibile d'oltralpe meritano un momento di riflessione insieme alla data celebrativa del lavoro umano. Gli uomini si scordano presto delle loro terribili azioni e orribili comportamenti. Un giorno che li obblighi a ripensarli è dunque assai benvenuto. Come benvenuto è il giorno nel quale vengono festeggiati lavoro e lavoratori.