sabato 13 maggio 2017

SICUREZZA


Oggi pomeriggio, dalle ore 16 in avanti in piazza del Comune, si terrà un'iniziativa in ricordo di Leonardo Lo Cascio. Ucciso sgozzato 20 giorni fa da un balordo davanti al Tribunale di Prato. E' stata la famiglia di Lo Cascio, ed i suoi amici, ad indire la manifestazione. Perchè la morte di Leonardo non passi del tutto inosservata. Senza lasciarsi niente alle spalle. E' una manifestazione anche polemica. Con quanti, in primis le istituzioni cittadine, hanno relegato nel dimenticatoio la barbara uccisione di un proprio concittadino. Non sarà una manifestazione securitaria. Non sarà una manifestazione per chiedere vendetta. Se mai sarà l'occasione per chiedere giustizia. E per ricordare a tutti che la città dovrebbe poter ospitare tutti senza che nessuno si senta minacciato.
Non sappiamo quanti cittadini raccoglieranno l'invito alla presenza in piazza venuto dai famigliari e dagli amici di Leonardo. Ed è sicuro che la riuscita o meno della manifestazione non si misurerà con le cifre dei partecipanti. Quella convocata per oggi pomeriggio è già una prima vittoria. E' la primissima volta, infatti, che privati cittadini scelgono di rendere pubblico e partecipe il loro immenso dolore. Chi si ritroverà con loro nella principale ed istituzionale delle piazze cittadine avrà avuto il merito di rispondere ad un appello giusto, equilibrato e corretto. Al quale manca, purtroppo, solo un crisma ufficiale. Giacchè nè sindaco nè giunta cittadina hanno preso posizione in merito. Segnalando dunque la loro assenza anche in questa occasione. La qualcosa rende ancora di più importante l'appuntamento odierno. In effetti le istituzioni più importanti sono i cittadini che si muovono per un giusto obbiettivo. E quello di oggi pomeriggio non solo è giusto ma anche sacrosanto! I famigliari di Leonardo hanno anche scelto di lasciare la parola ai singoli partecipanti. Affinchè ognuno possa comunicare i propri sentimenti più intimi. A maggior ragione se saranno assenti, come sembra, le più alte figure istituzionali pratesi. Assenti, ancora una volta, così come lo sono stati dall'inizio della vicenda. Non una parola di conforto, infatti, è giunta alla famiglia Lo Cascio da parte delle autorità civili cittadine! Quasi a significare l'estremo disagio con il quale le stesse convivono di fronte al ripetersi di questi terribili episodi. E che, evidentemente, provano ad esorcizzare facendo finta di nulla e continuando a sfidarsi ai biliardini.             

giovedì 11 maggio 2017

INTERPORTO

Foto: Notizie di Prato

"L'Interporto della Toscana Centrale protagonista alla Fiera di Monaco di Baviera". Certamente non si può affermare che Interporto Spa non goda, e abbia goduto, di buona stampa. In questo caso, addirittura, l'essere presente con un proprio stand significa diventare protagonista di una Fiera! Ma quando mai!! D'altra parte, è risaputo, Interporto si avvale di collaborazioni e consulenze. Spesso pescate tra i nomi dei giornalisti cittadini! Che, all'occorrenza, rendono il favore!!
Da qualsiasi parte lo si guardi Interporto è una scommessa persa per la città di Prato. 
Una struttura pensata e progettata quando l'economia cittadina era una locomotiva lanciata alla massima velocità. Ma realizzata quando il boom economico pratese era già abbondantemente finito, terminato!
Di fatto, adesso, Interporto (della Toscana Centrale...) significa soprattutto costruzione di capannoni e loro locazione. Nessuno degli obbiettivi che erano all'origine dell'impresa resta oggi in piedi. Non certamente quello di spostare il trasporto merci dalla gomma al ferro. La famosa, e mai realizzata, intermodalità!
Tuttavia sarebbe sbagliato sostenere che oggi Interporto non serve a niente! Serve. Certo che serve! Serve a cementificare ancora di più quel brano di campagna pratese (e tra poco anche campigiana..) tra la città ed il Bisenzio. Serve a realizzare ulteriori capannoni per le ditte di spedizioni che si servono unicamente di camions per i loro traffici. I treni ad Interporto significano oggi soltanto il luogo dove si parcheggiano i convogli Breda da ristrutturare. File di vagoni che hanno conosciuto tempi migliori ed in attesa di un qualche futuro operativo. Non molto per una struttura che doveva diventare un chiaro esempio di scambio delle modalità di trasporto! Oggi di chiaro c'è solo il fallimento di Interporto. Perchè ormai l'obbiettivo sociale è irraggiungibile! 


martedì 9 maggio 2017

BIFFONI: MILLE GIORNI


Pare ieri! Invece sono proprio passati tre anni (mille giorni) dall'elezione al primo turno di Matteo Biffoni come sindaco di Prato!  Mille! Come le mille bolle blu! Ovvero le mille balle blu! Sono passati assai velocemente! Così rapidi da non avere lasciato quasi traccia nella vita dell'amministrazione biffoniana! Qualcuno ricorda una giornata particolare? O un avvenimento memorabile? O un provvedimento indimenticabile? Macchè! Niente di niente! Il primo (e ultimo..) migliaio di giorni biffoniani è scivolato via come acqua sul vetro! 
Normale amministrazione ovvero amministrazione immobile ed immobilizzata. Neppure le non impreviste dimissioni di Roberta Lombardi dal PD riescono a vivacizzare questo migliaio di giornate! Una uguale all'altra. Proprio come quelle di Genova cantate dall'avvocato. A rincorrersi a vicenda verso il traguardo del nulla!
Giacchè pare proprio questo lo scopo dell'amministrazione Biffoni: caratterizzarsi come governo immobile della città! 
Incapace non diciamo di guidarla e governarla (come sarebbe d'altra parte addirittura lecito aspettarsi da parte di un sindaco..) ma neppure di capirla fino in fondo! 
Clamoroso, a questo proposito, il silenzio di sindaco e giunta di fronte all'assassinio di un concittadino davanti al Tribunale. Non una parola! Non una parola di conforto alla famiglia. Men che meno non un'azione politica o amministrativa.
Come se fosse normalità assoluta l'omicidio di una persona di fronte, per giunta, al tempio pratese della Giustizia! 
Chissà cos'era impegnato a fare di buono e di meglio il nostro sindaco! Mah!!

domenica 7 maggio 2017

IL CENTRO


Ieri il Centro Storico di Prato sembrava davvero periferia. Invaso dalle bancarelle dello street foot, il salotto buono della città è stato trasformato in inimmaginabile location di un festival culinario ai limiti estremi della città. Una fiera paesana più degna di Castelfranco di Sotto che di una grande città (la terza più grande del Centro Italia dopo Roma e Firenze......mica pifferi....). 
La Piazza dedicata a San Francesco, frate poverello, rusticano ma visionario e veggente, era una distesa di bancarelle e banchetti dai quali spuntavano, tra le innumerevoli altre leccornie, patatine fritte e arrosti di maiale.    
Purtroppo per i commercianti le bizze del meteo han tenuto lontane dalla piazza le folle che altrimenti l'avrebbero invasa e "magnata"!  
Quando al "popolo" si offrono beni alimentari e mangerecci il successo è sempre assicurato!!
Nessuno sa o vuole resistere ai colori ed ai profumi di una cucina anche se improvvisata al posto del consueto (ed obsoleto) parcheggio di automobili!
Se offri roba da mangiare vai sullo strasicuro. I clienti non mancheranno di certo. Neppure se l'orario è ormai prossimo a quello della cena famigliare.
Il food business ha ormai invaso e quasi trasformato tutto il centro storico. Non c'è strada che non veda aprire una nuova attività di ristorazione. Mangiare è un affare che tira. Certo non si sa per quanto tempo ancora. Ma, ora come ora, tira e parecchio. Prosperano tutti i nuovi locali che offrono ogni tipo di food. In qualsiasi tipo di salsa venga cucinato. Certo il livello qualitativo non è elevato. I gusti sono per lo più raccogliticci e puntano sull'aspetto esotico del cibo offerto più che sulla sua intrinseca qualità. Ma, si sa, il popolo non ha mica gusti raffinati. Alla fine quello che conta è "mangiar bene" (allocuzione alla quale ognuno di noi dà una sua personalissima interpretazione..) e "spendere poco".  E voi capite che tra questi due limiti estremi passa tutto il mondo!