lunedì 5 dicembre 2016

PERETOLA AL V.I.A.


Dopo tanto aspettare è giunta finalmente venerdì sera la fatidica Valutazione dell'Impatto Ambientale (V.I.A.) da parte del Ministero dell'Ambiente. La VIA è positiva. La nuova pista parallela dell'aeroporto Vespucci potrà essere costruita. Naturalmente il documento contiene anche alcune prescrizioni (di cui al momento ignoriamo il carattere, ma largamente attese..) che dovranno trovare puntuale realizzazione sia nel progetto definitivo che nella concreta costruzione della pista. Sono sicuramente prescrizioni adatte a minimizzare l'impatto ambientale dell'opera nelle sue parti più controverse (sistemazione del reticolo idrico compreso il Fosso Reale, convivenza col Polo Scientifico di Sesto Fiorentino, sorvolo degli abitati...).
Tuttavia ormai il dado è tratto. La pista necessaria per l'ammodernamento funzionale dell'aeroporto fiorentino è sulla rampa di lancio. Giacchè il VIA ministeriale supera pure le difficoltà frapposte qualche settimana fa da una sentenza del TAR Toscana.
Sono pure destinate a terminare le tante contestazioni di enti e comitati schieratisi da tempo contro la nuova pista. Tant'è che non resta loro che sperare (ma sarà una speranza vana) che le prescrizioni del Ministero dell'Ambiente siano così tante e così qualitativamente rilevanti da indurre la gestione del Vespucci a rinunciare ai propri propositi!
Adesso la palla è direttamente nelle mani di Aeroporti Toscani, la società che gestisce sia Firenze che Pisa.
Ci aspetteremmo un deciso rush finale su progetto esecutivo ed effettivo inizio dei lavori. Troppi, tanti anni sono passati dalla decisione di realizzare la nuova infrastruttura che ogni nuovo tentennio non sarebbe affatto comprensibile. Firenze, Prato, Pistoia, ma tutta la Toscana centrale ha urgente bisogno della nuova pista. Per terminare quel progetto di mobilità aerea toscana che sicuramente darà un nuovo impulso ad attività economiche, turistiche e congressuali di tutto quel vasto e popoloso comprensorio servito dallo scalo di Peretola.

domenica 4 dicembre 2016

SI VINCE (I FATTORI R. E C.)



Eccoci giunti, finalmente, anche alla giornata fatidica. Domenica 4 dicembre, dalle 7 alle 23. Ricordate? Il referendum doveva svolgersi nel mese di ottobre. Poi a novembre. Infine la pallina della roulette s'è fermata a questa domenica. Qualche settimana di tempo in più per chiarire e chiarirsi le idee.
Certo sarà assai difficile lunedì, qualsiasi sia stato il risultato, difendere la propria opzione sostenendo che la gente non ha capito, non ha avuto tempo di capire la scelta giusta da fare nella cabina elettorale. Forse come non mai, dai tempi del divorzio, l'argomento "riforma costituzionale" è stato costantemente rigirato, frullato, addensato come questa volta! E mai come questa volta gli schieramenti in campo sono apparsi così chiari. Da una parte Renzi ed i suoi sostenitori (non il PD giacchè una buona parte si è schierata contro il proprio segretario e presidente del consiglio) e dall'altra parte tutto il resto delle truppe politiche nazionali. Guidate, lancia in resta, dal secondo partito italiano, il M5S di Beppe Grillo! Cosicchè il responso dell'urna può apparire scontato. Quando si scontrano il 30% contro il 70% per il 30% non ci dovrebbe essere partita! Ecco, invece, che il primo risultato del confronto referendario è proprio questo: c'è stata gara, c'è gara. Anche se il NO dovesse vincere (ma vincerà il SI'...) vincerà per qualche punto, per qualche incollatura. I fautori della riforma (Renzi ed i suoi) non saranno affatto travolti. Così almeno c'hanno detto gli ultimi sondaggi pubblicati. Così ci dice il nostro naso, la nostra sensazione. E così ci conferma anche il dato dell'affluenza dei cittadini residenti all'estero. Affluenza che ha raggiunto un insperato 40% degli aventi diritto. Dato che potrebbe far arrivare l'affluenza in Italia ad un fantastico 60%!! 
E con questa mole di votanti il SI' ha assai più possibilità di fare il pieno. Fattore R, come rimonta.  Si sente nell'aria il sapore della "remuntada"! Premiando l'impegno di tutti quei cittadini che si sono battuti per la riforma e quello personale di Matteo Renzi che non solo c'ha messo la faccia ma tutto se stesso.
Non ultimo anche quel fattore fortuna (o fattore C....) che pare arridere al nostro premier in molte occasioni della sua vita pubblica.




giovedì 1 dicembre 2016

SESSANTOTTO


No. Tranquilli. Mica intendiamo parlare stamattina dell'anno mitico della contestazione giovanile. Parleremo invece della notizia che la provincia di Prato (che coincide al 90% con il Comune di Prato...) "conquista" il 68° posto nell'annuale classifica stilata dall'Università La Sapienza di Roma e da Italia Oggi sulla qualità della vita in Italia. L'anno scorso Prato era 57sima! Due anni orsono 50sima. Un  salto all'indietro di 18 posizioni dunque nel breve volgere di 24 mesi, che, stranamente, corrispondono quasi esattamente al nuovo governo cittadino. In Toscana solo la emarginata (geograficamente) e derelitta (socialmente, anche ieri un altro cavatore ucciso da una lastra di marmo..) provincia di Massa Carrara (83sima) è messa peggio di Prato. Dietro la nostra città ci sono quasi solamente province del profondo Sud. Non è un bel risultato. Anche a tener conto che queste classifiche sono opinabili e costruite con parametri (affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero, tenore di vita)  alquanto ballerini. Tuttavia, almeno, indicano senza dubbio un trend. E quello di Prato è sicuramente negativo. Fa impressione soprattutto il dato toscano. Prato supera soltanto la sfortunata, anche se doppia per città, provincia di Massa Carrara! Son cose che fanno riflettere, dunque, come diceva la mitica Sugar Kowalczyk/Marilyn Monroe nel mitico "A qualcuno piace caldo".
La nostra città è sempre alla prese con la più grave crisi economica e sociale del dopoguerra. Senza che si vedano all'orizzonte segni di inversione di tendenza. Può darsi che la riapertura del Centro Pecci ci faccia riguadagnare, nel 2017, qualche posizione. Tuttavia la sensazione è che dovremo convivere ancora per chi sa quanti anni con il permanere di una situazione critica. Degli indici presi in considerazione dagli autori della ricerca quelli che segnano il + ed il - della classifica sono sicuramente la popolazione (in costante aumento nonostante tutto; 192.009 abitanti al 30.09.2016..) e l'avanzare della criminalità e specialmente della microcriminalità.
Certo che il lavoro e le proposte dell'amministrazione comunale potrebbero, in linea teorica, portare un grande contributo alla risalita di Prato in questa speciale classifica. Tuttavia, ad oggi, abbiamo in campo solo due progetti, ambedue dell'assessore Barberis. Il primo, "Riversibility", consiste in un programma di arricchimento della ricreatività lungo le sponde del Bisenzio. L'altro, dedicato al Macrolotto Zero (Chinatown) dovrebbe essere in grado di mettere in moto meccanismi di integrazione urbanistica e sociale nuovi. Al momento, però tali progetti sono soltanto nella fase dell'annuncio. Anche l'opera che potrebbe qualificare l'amministrazione Biffoni, ovvero il Parco Centrale al posto del vecchio ospedale Misericordia e Dolce, pare destinata a segnare il passo a causa delle difficoltà burocratiche intervenute nella gara fatta da ASL per lo smantellamento degli edifici.  E quasi sicuramente non potrà vedere la luce entro la fine della sindacatura Biffoni.
Così come è nell'incertezza totale la realizzazione del sottopasso del Soccorso affidato ad Anas.  Si riuscirà a realizzarne almeno il progetto esecutivo entro il 2019? Abbiamo forti dubbi.
Questo è quanto! Non vi sono, al momento, altri concreti segnali da parte della Giunta utili per riportare in alto la qualità della vita pratese. La squadra di Biffoni, in effetti, pare più impegnata a gestire il giorno per giorno che ad immaginare quella che nelle promesse elettorali doveva diventare una città dal respiro europeo. Ma c'è ancora metà sindacatura da governare. Chissà che le idee vincenti non arrivino proprio in questo lasso di tempo. Speriamolo!!
  

lunedì 28 novembre 2016

MILITARI IN CITTA'


Sarà capitato anche a voi di starvene più o meno comodamente seduti in un bar del centro storico a bere un caffè o uno spritz. E vi sarà pure capitato spesso di incrociare con lo sguardo una vecchia camionetta targata E.I. (Esercito Italiano) passare a passo d'uomo per Via Ricasoli, Piazza del Comune ed il Corso con il suo carico di soldati armati fino ai denti ma con l'aria svagata e rilassata di un italiano in gita.
Camionetta e soldati fan parte del programma "Strade Sicure" allestito in molte città italiane dal Ministero dell'Interno in collaborazione con quello della Difesa. Anche le pattuglie miste a piedi, soldati ed agenti di pubblica sicurezza, fan parte del medesimo programma.
E sarà capitato anche a voi, come succede a noi, di chiedervi a cosa diavolo serva questo mini schieramento di militari ed armi. O anche di chiedervi se queste presenze hanno contribuito a cambiare in meglio la vita cittadina. Perchè a noi pare che questo programma sia del tutto inutile e senza senso. O meglio l'unico senso che vi si può intravvedere è quello di mostrare qualche unità armata di fucili mitragliatori in giro per il centro storico a scopo preventivo. Come a dire che quella presenza dovrebbe servire ad intimidire gli eventuali malintenzionati di turno. Siano essi terroristi internazionali ovvero delinquenti spiccioli autoctoni.
Ma oltre a questa dimostrazione di forza preventiva non si vede quale utilità derivi dal programma "Strade sicure". 
Ed in effetti se andiamo a vedere i risultati di questo spiegamento di forze ci accorgiamo che in tre o quattro anni di esperienza abbiamo notizia di un solo (uno solo) intervento effettuato. Per tutto il resto si può dire che i nostri militari sono spesso a passeggio per la città come turisti in vacanza premio e pagata. Quel che non si riesce a comprendere è perchè mai queste forze non vengano utilizzate per presidiare, ad esempio, punti critici della città. Tipo Via Cironi e dintorni o Stazione di Porta al Serraglio. Una loro presenza fissa in queste locations sarebbe senz'altro utile. Se non altro per rendere meno massicci ed evidenti i loschi traffici che vi si svolgono apertamente.

sabato 26 novembre 2016

LEGGINGS


E' assai intrigante la notizia di una sentenza emessa da un giudice del Tribunale di Prato in una causa di divorzio. I protagonisti, un lui ed una lei di 50 anni. Con una figlia ventenne.
Il giudice ha ritenuto legittima la richiesta di divorzio del marito a causa del comportamento "non consono" del coniuge.
Alla quale vengono attribuiti atteggiamenti che mal si addicono ad una signora 50enne. Come, ad esempio, andare in discoteca insieme alla figlia. Indossando dei leggings attillati. Che la giudice ha trovato "inadeguati" per una cinquantenne!! O come certi commenti lasciati sul profilo facebook della figlia che potevano far pensare ad una sua relazione, anche sessuale, con un altro uomo!!
Il tutto a comporre un'immagine della signora affatto "vessata e sofferente" bensì "libera e disinibita" (le mogli debbono essere "non libere e inibite?")!
Ragione più che sufficiente, per la Giudice, per condannarla a versare mensilmente al marito 200 euro per il mantenimento della figlia e per acconsentire alla richiesta di divorzio del marito.
Da restare sbigottiti. Magari ci saranno altri e più solidi argomenti che hanno convinto la giudice a concedere il divorzio, non lo sappiamo. Tuttavia non ci pare una gran colpa vestire dei leggings. Che sono per loro natura attillati. Men che meno ci pare riprovevole che la signora cinquantina (come direbbe Montalbano..) forse anche giovanile e piacente, accompagni la figlia, allora minorenne, in una discoteca. E magari si faccia anche qualche giro di danza! Quanto ai commenti su facebook possiamo tranquillamente indicare alla giudice che quanto scritto sul social, se non corroborato da altre prove più consistenti, non può essere considerato prova di disinibizione.
Quanto al fatto che la signora sia stata considerata "libera", e perciò colpevole, occorrerebbe un trattato di femminismo applicato per sondarne l'intima e recondita essenza. Può una donna "libera" essere per questo considerata colpevole di condotte riprovevoli?  
Noi vogliamo confidare che la notizia e gli elementi che la compongono non siano del tutto veritieri e/o completi. E che la giudice avesse tra le mani indizi di "colpevolezza" assai più pensati di un paio di leggings "attillati" (ma esistono anche leggings "non attillati"?), di una discoteca o di una chiacchiera su facebook. Altrimenti quel Tribunale avrebbe comminato una severa condanna sulla base di un bel niente!!