lunedì 19 giugno 2017

IL LARDO


Qualche anno fa la cosiddetta finanza creativa imperversava in tutte le nervature dell'economia nazionale. Sembrava di aver trovato la gallina dalle uova d'oro! Qualche giochetto in banca e/o borsa e si risolvevano parecchi problemi di bilancio. Bilanci privati. Ma anche bilanci pubblici.
Non è chiaro chi e come introdusse per la prima volta taluni prodotti finanziari nei libri contabili di moltissimi comuni italiani. Convinti che qualche trucco ed un pò di belletto avrebbero potuto rendere di nuovo desiderabili, ad esempio, i conti di diversi comuni. Molti amministratori, ammaliati da sapienti venditori di parole e di numeri, si lasciarono convincere. Ed iniziarono ad introdurre nei propri bilanci finanziari quei prodotti, cosiddetti derivati, capaci di fare il miracolo di trasformare conti inesorabilmente in rosso in conti apparentemente in nero! Ad un costo per le finanze pubbliche del tutto accettabile. D'altra parte quei prodotti erano offerti sul mercato dalle banche, anche dalle banche che svolgevano ufficio di tesoreria per l'ente locale. Dunque perchè non approfittare dell'improvvisa manna caduta dal cielo dell'economia nazionale?
Ed ecco come per incanto le segreterie di sindaci ed assessori affollarsi di venditori "porta a porta" di tale meraviglie. Difficile resistere a tanto incanto. Impossibile per moltissimi comuni italiani. Tra i quali Prato. Che aderì, consapevolmente o meno questo ancora non è del tutto chiaro, ad uno di questi magici programmi finanziari. E' solo con il passare degli anni e delle poste di bilancio passive che si era costretti ad iscrivere nei libri contabili che il disinganno venne alla luce. Quei prodotti, lungi dal risolvere i problemi economici dei comuni, erano un vero e proprio pericolo pubblico. Perchè infarcivano i conti pluriennali passivi degli enti di poste ed oneri alla lunga insostenibili. E fu corsa allo sganciamento da tali programmi. Cosa non facile comunque. Perchè i venditori dei prodotti si erano largamente premuniti facendo firmare contratti capestro. E tali da rendere l'eventuale scelta della recessione praticamente impossibile ovvero assai onerosa.
Cosicchè quel che sembrava essere lardo, alla lunga, si è rivelato altra meno nobile sostanza biologica. E chi ha allungato la propria manina (o manona) sulla supposta preda sta ancora cercando la via per ritirarla con meno perdite possibili. Ma tutte le gatte, o quasi, c'hanno rimesso lo zampino! Ma alla fine, si sa, tutto finisce in gloria! Paga sempre il cittadino contribuente.


     

domenica 11 giugno 2017

PASSIONI


Al cittadino comune non sono rimaste molte cose a cui appassionarsi. Una volta la prima passione era l'appartenenza politica. Democristiano, socialista, comunista, repubblicano, liberale, missino...! Le campagne elettorali erano vissute in prima persona. I comizi in piazza dei principali leaders politici erano un avvenimento. Come uno spettacolo ragguardevole erano pure le apparizioni dei segretari dei vari partiti in televisione e specialmente a Tribuna Politica. Si scatenavano tifi da stadio. Ed i principali esponenti politici delle varie formazioni erano dei veri e propri personaggi. Di cui, per giorni, si raccontavano le performances ed in piccolo si cercava di clonarne il carisma.
Tutti famosi i segretari dei vari partiti. Dal più grande al più piccolo. C'è stato un tempo in cui i responsabili maggiori delle varie forze politiche erano quasi degli eroi popolari. E c'era, spessissimo, il fascino dell'incontro diretto sulle piazze. I comizi, che allora erano seguitissimi, permettevano il rapporto diretto dei vari politici con il loro popolo.  
Adesso tutto è mediato dalla televisione. Non si tengono più, o quasi, incontri di piazza. Ci si incontra e scontra nell'agorà virtuale della TV. Cosicchè non esiste più passione politica. Sostituita, magari, da boutades (più o meno riuscite) sulle pagine di Facebook. 
L'unica passione che ancora resiste è allora solo quella sportiva. E, segnatamente, per il gioco del calcio e le squadre che lo interpretano. Non si spiega altrimenti perchè migliaia di persone, spesso intere famiglie, si muovano dalle loro case per raggiungere gli stadi dove si gioca. O si aggruppino, com'è accaduto nei giorni scorsi a Torino, in una piazza che trasmette su grande schermi la partita decisiva della squadra del cuore. Solo un'immensa passione può far decidere a decine di migliaia di tifosi di recarsi in una piazza per assistere, su un maxi schermo, a quello che poteva essere visto comodamente seduti nel salotto di casa propria. Stare insieme ad altri che la pensano esattamente come te in fatto di passione sportiva è la molla che ha fatto radunare in Piazza San Carlo a Torino tutta quella gente. Gente che pur di stare assieme s'è fatta centinaia di chilometri ed ore ed ore di viaggio. E che, purtroppo, si è trovata coinvolta nei tragici avvenimenti che sono seguiti.  
Una passione che dilata a tutta la settimana la durata dei classici 90 minuti di partita. Partita, s'intende, che non finisce mai. Neanche quando il campionato è terminato. C'è da seguire il grande calciomercato. C'è da conoscere il nuovo campione che dal prossimo anno vestirà i nostri colori sociali.
Non c'è tregua estiva che tenga. Anche perchè è diventato quasi un vezzo nazionale, almeno per lo zoccolo duro del tifo, andare in vacanza nello stesso posto scelto dalla nostra squadra per gli allenamenti precampionato. E se davvero non potete andare di persona niente paura. Ci sono mille canali sportivi, oltre quello tutto dedicato alla vostra squadra, che vi raccontano, minuto per minuto, quel che accade nel ritiro! Passione sportiva sconfinata! Passione vera!! E, forse, unica passione rimasta!!

venerdì 9 giugno 2017

SUPERTUSCANS


Con la promozione raggiunta ieri sera dal Benevento diventano ben cinque gli allenatori toscani che la prossima stagione disputeranno la massima serie del calcio nazionale.
Marco Baroni, fiorentino, leader maximo della squadra capoluogo del Sannio, andrà ad aggiungersi a Massimiliano Allegri (Juventus), Maurizio Sarri (Napoli), Leonardo Semplici (Spal) e Luciano Spalletti (Inter). Cinque su venti. Un quarto di tutta la serie A allenata dunque da gente toscana.
Un dominio regionale indiscusso ed indiscutibile. Si può cominciare a parlare di una serie A che sciacqua i suoi molti anni nelle acque non sempre cristalline del vecchio, tortuoso e bizzoso fiume Arno!  A questi cinque potrebbe essere aggiunto anche Walter Mazzarri che ha guidato nell'ultima Premier League il Watford di patron Pozzo!
Si può cominciare a parlare di una scuola toscana degli allenatori e non solo delle tradizionali scuole di pittori e scultori rinascimentali. 
E', per l'appunto, un'arte quella di stare alla guida di grandi e piccole squadre di calcio.  Un'arte che non si riassume soltanto nel saper mettere in campo undici elementi per farne una squadra ma, e forse anche di più, nel saper gestire giorno dopo giorno, settimana dopo settimana equilibri interni ed esterni alla compagine. Non solo grande tecnica calcistica, dunque, ma anche capacità e sensibilità adeguate ai livelli di pressione che il mondo del calcio italiano, come forse non altri, esprime giornalmente. L'allenatore in Italia non può essere solo un sapiente tecnico calcistico ma anche un buon comunicatore ed un ottimo psicologo. Degli individui e delle masse. E fa piacere che a primeggiare siano dei toscani. Anzi dei supertuscans!!     

martedì 6 giugno 2017

BUONA STELLA

Foto: Notizie di Prato

Un Record di cui avremmo volentieri fatto a meno.
Secondo una recente indagine del Sole24ore Prato è la città italiana in cui la crisi s'è fatta più sentire.
Il quotidiano di Confindustria calcola che il reddito medio annuo cittadino (2015) sia di  euro 20.188, a fronte di un reddito medio nazionale che si attesta su euro 20.798. Dal 2007 al 2015 il reddito medio di Prato (provincia) è calato del 6,22%!! Quello italiano, per comprendere di che cifra stiamo parlando, è calato dell'1,32%. La città, dunque, avrebbe lasciato sul terreno quasi cinque volte quello che ha lasciato l'intera Italia! Una crisi profondissima pertanto. Che si farà sentire ancora negli anni a venire.
Ed i risultati sono largamente visibili. La città è ormai un vasto cimitero di negozi e botteghe sprangate. Fondi che difficilmente negli anni prossimi rivedranno la luce. Complice anche la grande e grandissima distribuzione le botteghe di prossimità sono quasi tutte destinate a tirar giù i propri bandoni. Per non rialzarli mia più!
Almeno questa è l'esperienza che è stata già fatta in altre città colpite dalla crisi economica. 
In città la gravità della crisi è doppia: stiamo scontando il fatto che nel recente passato Prato s'era arricchita grazie soprattutto alla monocoltura tessile. Difficile, adesso, individuare nuovi spezzoni d'economia da sviluppare ed implementare anche con politiche guidate dall'alto. In Europa queste situazioni di decrescita infelice hanno avuto esiti differenti. Alcune città le hanno superate scommettendo molto, ad esempio, sulla cultura. Che è uno schema però difficilmente riproponibile a Prato.
Occorrerebbe individuare altre strade. E ci sarebbe anche bisogno di un Comune in grado di indicare qualche percorso virtuoso. E' di tutta evidenza, però, che il nostro attuale governo cittadino non è in grado di svolgere questo ruolo! E non si vede neanche nella società civile chi possa assumersene la guida. Non resta, pertanto, che confidare nella buona stella dei pratesi. Chissà che quello che non è possibile raggiungere con le varie governances non sia raggiungibile con l'aiuto della fortuna.

domenica 4 giugno 2017

BILDERBERG


Il gruppo Bilderberg raduna annualmente, in lussuosi alberghi a porte chiuse, il gotha della plutocrazia mondiale. Il nome del club deriva dal nome dell’hotel de Bilderberg a Oosterbeek, in Olanda, dove si tenne nel 1954 la prima riunione.
Fino ad oggi 4 giugno questa speciale società composta da banchieri, managers, politici, militari e giornalisti (tra gli italiani saranno presenti sicuramente i dem-progressisti Lilli Gruber e Beppe Severgnini...) discuteranno su come continuare con questo sistema di potere politico-economico-finanziario che permette a 8 persone nel mondo di possedere una ricchezza pari a 426 miliardi di dollari, somma equivalente a quella posseduta da 3,6 miliardi di persone.
Naturalmente questo schema di controllo della società viene ripetuto largamente in tutti i paesi dell'occidente capitalistico. Ed anche in Italia. E pure a Prato!
E' un sistema di potere ormai largamente consolidato. Non ci vuole poi molto per mettere insieme, anche nelle città, i maggiorenti della politica, economia, finanza, giornalismo ecc. ecc.. Sono decine le occasioni d'incontro che permettono a questo insieme di poteri di realizzare il proprio pre-dominio. Chi pensasse che a livello cittadino contino solo, e/o soprattutto,  sindaco, giunta e consiglio comunale sarebbe quanto meno un ingenuo ed inguaribile sognatore. La mappa del potere è assai distribuita e ramificata. Ma viene sublimata sicuramente nei piccoli club Bilderberg che sorgono, spontanei o meno, in ogni città.
In questi club quel che conta è il posto che si occupa nella società. E più in alto si è, meglio è!
Sono postazioni che non hanno bisogno di legittimazione popolare (mica si è eletti, l'unica regola applicata è la cooptazione....). Nè di rendere conto ad un'opinione pubblica spesso frastornata ed assente (indovinate di chi è il merito..) di quello che si dice e si fa all'interno del club.
I Club Bilderberg sono, pertanto, la rappresentazione, ancorchè parziale, di un potere puro ed assoluto. Che assicura, a chi è chiamato a farne parte, il mantenimento e l'accrescimento della sua posizione preminente nella società, nella professione, nel mestiere!