martedì 9 febbraio 2010

WARMING


Le imposte degli impostori

Al diffuso allarme lanciato da coloro che sulla teoria del global warming fondano un’approssimativa spiegazione di ciò che avviene ed avverrà diffondendo simultaneamente aspettative antropocentriche su un ipotetico controllo del clima, sarebbe facile, ma riduttivo, contrapporre con scherno affermazioni nel segno del global cooling.
Sono infatti le tesi del riscaldamento oggi destituite di ogni credibilità, vivendo ormai da mesi l’Europa geografica e l’Emisfero nord del Continente americano una situazione di accentuato raffreddamento stagionale a cui ha fatto seguito la confutazione nei fatti degli annunci di scioglimento dei ghiacciai della calotta polare artica, estesa poi a quelli asiatici dell’Himalaja.
Tali smentite, avvenute nel corso o in prossimità della Conferenza di Copenhagen da parte dello stesso IPCC, hanno dunque, con qualche imbarazzato chiarimento, raffreddato i toni dei più catastrofici climatologi.
Sempre da Copenhagen, o meglio dal cosiddetto climate gate, sono poi venute quelle evidenti prove che hanno reso chiaro a tutto il mondo che gli scienziati dell’Università Britannica dell’East Anglia avevano manipolato i dati sulle variazioni della temperatura terrestre per rafforzare la tesi del forte riscaldamento del nostro pianeta - studiosi, questi dell’East Anglia, tutti rei confessi di un gruppo di ricerca finanziato dall’ONU (IPCC) -, fornendo così all’Herald Tribune del 14 dicembre 2009 l’occasione per rendere pubblica una documentazione impressionante di frodi nello sviluppo dell’energia rinnovabile eolica, in buona parte dell’Europa, compresa l’Italia. A tutto ciò si aggiunga poi che il 20 dicembre, sempre del 2009, il Daily Telegraph ha presentato uno sconcertante rapporto sui conflitti d’interesse del dottor Rajendra Pachauri, lo stesso che aveva definito le obiezioni degli scienziati al global warming “frutto di una scienza voodoo”, evidenziando come questo non solo sia Presidente della Commissione IPCC, ma che anche si presti quale consulente per numerose organizzazioni pubbliche e imprese industriali impegnate nella promozione delle energie rinnovabili, o per meglio dire della cosiddetta industria del clima. Sono così emersi interessi di banche e fondi di investimento che soltanto in India valgono oltre trenta miliardi di Euro e che dipendono dalle scelte e dalle decisioni della Commissione dell’ONU presieduta dallo stesso Pachauri.
Pertanto più che una questione climatica è una questione di mercati contesi in cui di recente pare essersi immesso un free rider.
Su questo treno in corsa è infatti salito, senza pagare il biglietto, lo sceicco del terrore, che con un’abile mossa mediatica ha lanciato un seducente appello per tutti quei fondamentalisti verdi che odiano l’occidente, aprendo così i suoi ranghi anche ai laici miscredenti.
È infatti certamente non religiosa la ricetta proposta da Osama Bin Laden per far fronte ai cambiamenti climatici indotti dall’industria occidentale, in quanto viene proposta un’economia che si discosti il più possibile da quella basata sul dollaro.
Avvertendo la difficoltà di condurre con profitto la sua guerra, Al Qaeda decide dunque, con tale messaggio, di rafforzare la sua ideologia e al contempo di aprire un nuovo fronte bellico, quello economico.
In tale contesto diviene di grande attualità ricordare l’analisi ideologico-politica svolta dal Presidente della Repubblica Ceca Vaclav Klaus nel suo saggio “Pianeta blu, non verde”, in cui si evidenzia come il problema più che ambientale o climatico sia incentrato sulle libertà che vengono erose da pretese fondate su false ideologie.
È infatti evidente come dall’attacco che l’Occidente sta subendo ci si voglia difendere rafforzando le proprie risorse economiche e proteggendo i propri mercati a discapito tuttavia degli interessi dei cittadini.
Di tutta questa pagina squalificante, di tutta questa vicenda francamente impressionante, per leggerezza e per affarismo annesso, si possono infatti cogliere i caratteri nuovi e allarmanti delle motivazioni di una fiscalità utilizzata per imporre al contribuente nuove tasse e nuove imposte fondate sul grande peccato e il male originato su ciascuno di noi dal rimorso dovuto ai propri comportamenti di vita, di esistenza e di consumi.
Attraverso gli scritti di Ronald Dworkin pubblicati dall’Harvard University Press, che riprendono la linea di pensiero di Pigou, si cerca dunque di introdurre un’ideologia che sorregge ogni correttivo alle esternalità negative prodotte. Si ritiene così che ogni attività capace di produrre degli effetti sui terzi o meglio sui beni collettivi, deve essere accompagnata da una di segno opposto, ovverosia di natura compensativa.
Con ciò si cerca pertanto di legittimare tutte quelle nuove imposte ambientali che difficilmente si armonizzerebbero con un sistema tributario incentrato sul principio di capacità contributiva.
È infatti in questo momento il settore energetico-climatico unanimemente inteso dagli ordinamenti come una zona su cui esercitare una creatività fiscale e al contempo degno di canali di investimento privilegiati, sempre da un punto di vista fiscale, senza troppo preoccuparsi se queste tecnologie verdi siano effettivamente un buon affare e se siano questi i tempi migliori per schierarsi così drasticamente rispetto ad un solo settore economico senza considerare il momento di generale e grave crisi dell’intero sistema economico.
Così facendo si è dunque inventata una green industry fatta, per il momento, di reti intelligenti (smart grid), di surplus CO2 captato con flotte navali negli oceani, stoccato nelle miniere abbandonate, e con una moltiplicazione ossessiva di professioni collegate alle energie rinnovabili, agli esperti, ai verificatori, ai bollini professionali, a persone addette ai controlli immaginate a milioni e milioni di unità quando, al momento, appaiono solo fiorenti clientele di piccoli numeri e di tecnologie ancora sperimentali, che dovrebbero prendere il luogo e il posto, nell’occupazione e nella produzione, delle industrie metalmeccaniche, delle industrie siderurgiche, delle industrie carbonifere, delle industrie dell’edilizia e delle industrie automobilistiche ecc. Scopo di questo intervento è dunque quello di far gettare la maschera a quei presunti innocenti fautori del problema climatico che soprattutto a livello europeo pare - con la nomina dell’ultima ora, per la prima volta nella storia della Commissione Esecutiva dell’Unione Europea, di un nuovo Portafoglio, Climate Action, affidato alla Commissaria danese Connie Hedegaard - siano decisi ad avanzare ad occhi chiusi verso un secondo smacco, generando una gigantesca spesa per piegare il clima secondo le proprie interpretazioni, assolutamente opinabili, anzi, probabilmente infondate.

Carlo Ripa di Meana
Giulio Cuzzolaro

BIOTESTAMENTO


LIBERTA' DI CURA: ELUANA UN ANNO DOPO

“Si tratta di un problema di libertà individuale che non può non essere garantito dalla Costituzione quello cioè di affermare che non possono essere imposte obbligatoriamente ai cittadini pratiche sanitarie”. Aldo Moro, dibattito sull'articolo 32 della Costituzione, Commissione per la Costituzione della Repubblica Italiana, 28 gennaio 1947
Il 9 febbraio 2009 Eluana Englaro, dopo 17 anni passati senza coscienza in un letto, divenne finalmente libera. Direi liberata, dall'impegno civile di un padre esemplare e dal sussulto democratico di una parte del Paese che non tollerava l'illecita invadenza dello Stato nell’imporre ad una persona terapie non volute per prolungarne l’agonia.
Il dibattito sul testamento biologico fu allora travolto e nell'Aula del Senato si arrivò all'approvazione di una legge contro la libertà di scelta, calpestando il principio dell'autodeterminazione dell'individuo.
Oggi vi scrivo per ribadire, ad un anno dall'appello sul sito
www.appellotestamentobiologico.it che vi ha visti firmatari, insieme a personalità del mondo giuridico, della cultura, dello spettacolo, dello sport (da Gustavo Zagrebelsky a Marcello Lippi, da Eugenio Scalfari a Luciana Littizzetto): non permettiamo che venga dato il via libera a una legge contro la libertà di scegliere.
La legge approvata dalla destra al Senato lo scorso marzo è adesso all'esame della Camera dei Deputati che la renderà presto definitiva. Si tratta di una norma contro la libertà individuale nella scelta delle terapie. Di fatto impone a tutti noi l'obbligo di terapie mediche quali la nutrizione e l'idratazione artificiali, anche se siamo contrari ad esse, anche se servono solo a prolungare una irreversibile agonia.
La strada da percorrere è un confronto aperto e libero da condizionamenti ideologici, per una legge che tutti condividano. Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha mostrato aperture in tal senso, ma il Governo sembra voler utilizzare la propria forza per imporre un voto ideologico sul testamento biologico, contro le evidenze scientifiche e la libertà individuale.
Il mio impegno su questi temi continua più forte di prima.
Per questo chiedo a voi, donne e uomini liberi e laici, di esercitare i vostri diritti di cittadini, promuovendo un'azione di pressione sulla Camera dei Deputati.
E' il momento di fare sentire la nostra voce: scriviamo al Presidente Fini, utilizzando un modello di lettera che vi allego oppure scrivendo un testo diverso. Se saremo in tanti riusciremo a fare "massa critica" e non resteremo inascoltati.
Per scrivere a Gianfranco Fini manda un'email a: fini_g@camera.it
Ignazio Marino

Presidente Fini,
sono un sostenitore dell'appello per il testamento biologico (
www.appellotestamentobiologico.it) promosso dal senatore Ignazio Marino e da numerose personalità del mondo giuridico, scientifico e culturale italiano.
La legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, approvata dal Senato sarà presto all'esame dell'Aula della Camera dei Deputati.
Le scrivo per invitarLa a non ignorare la mia voce.
Chiedo una legge per il diritto alla salute ma contro l’obbligo alle terapie.
Chiedo una legge laica, tracciata nel solco dell'art. 32 della nostra Costituzione.
Mi auguro che il Suo contributo sia determinante nell'aprire una nuova fase di riflessione e condivisione su un testo che attualmente è contro le evidenze scientifiche e la libertà individuale.
Un confronto che consenta di uscire da un’impostazione ideologica, rendendo la legge utile per le persone in modo che ciascuno possa scegliere liberamente a quali terapie sottoporsi e a quali rinunciare.
Grazie
Firma

lunedì 8 febbraio 2010

VERBO


IL VERBO DEL SIGNORE

La nuova classe dirigente che ha conquistato il Comune di Prato deve, con prudente saggezza ma con intelligente determinazione,modificare 67 anni di inveterate dannose abitudini,di arrugginiti meccanismi di governo,di intrecci consolidati di piccoli e grandi interessi. E non basta. Il tutto deve essere, con efficiente puntualità, comunicato e scolpito con un lessico diretto,asciutto,indiscutibile. Che riecheggi,per quanto possibile,gli immortali fonemi che il Capo,con programmata misura,propone al popolo osannante.
Ma riusciranno i nostri eroi di Prato a conformarsi,sia pure con fatica,al nuovo lessico del leader massimo abbandonando,chi l’aveva, il proprio personale eloquio? Qualcun lo farà con naturalezza ,scoprendo ora di essere capace di interlocuzioni sia pure ridotte,ricorrenti e obbligatorie. Altri,che non sanno quanto gli siamo umanamente vicini dovranno, obtorto collo,comprimere la loro già acquisita e qualificata capacità espressiva. In questo caso,cari amici, noblesse n’oblige pas.
Per verificare l’assunto abbiamo scelto un po’ a caso,alcuni esempi del nuovo lessico che discende dai palazzi del potere,si stende sulle colonne dei quotidiani e circola indisturbato nelle sale dei convegni .
-“Noi,prestati alla politica,stiamo costruendo una città migliore”( Assessore Mondanelli, La Nazione-9 Gennaio 2010) In questo caso si può rilevare una vera e propria automatica introiezione dell’assioma del Berlusconi prima maniera : “sono sceso in campo per costruire un’Italia migliore”. Nel nostro caso è giusto segnalare,con rispettosa ammirazione,che l’Assessore in questione più di altri riesce quasi ogni giorno,spinto da una verve fisicamente simile a quella del leader massimo,ad avvicinarsi forse inconsapevolmente al linguaggio ortodosso del PDL.
-“Vedo gli stranieri anche il Sabato e la Domenica (non è un’allucinazione).Fin’ora non era mai successo. “(Assessore Silli. La Nazione 26 Gennaio 2010) Attenzione! Siamo di fronte a due campioni che hanno palle e polvere per primeggiare in questo minuscolo agone letterario .Notate come la frase del Silli, sia la riproposizione appena personalizzata ma egualmente presuntuosa, della famosa incredibile ma reiterata frase del suo capo: “ lavoro sette giorni alla settimana,quattordici ore al giorno Sarebbe impudico chiedersi se possa esistere perfetta corrispondenza anche con le famose tre ore che Berlusconi dedica,a suo dire,continuativamente ogni notte ad attività eroticamente impegnate .Comunque,a forza di immedesimarsi non si sa mai.
-“Se la comunità cinese avesse cominciato a pagare i contributi da quindici anni,oggi non solo avremmo potuto comprare un elicottero(mi immagino quello famoso del blitz)ma ne avremmo comprato(sic!)uno a testa per ogni cittadino”(Federigo Tosoni,Commissario provinciale Lega Nord,La Nazione 21Gennaio)Quante volte si pensa che sarebbe fantastico incontrare una persona irresponsabilmente felice.Ma capita rarissimamente!Invece,eccola,ce l’abbiamo a Prato. Il Commissario Tosoni che salutiamo con ammirata invidia.
P.S. Abbiamo nei nostri appunti decine di locuzioni simili a quelle riportate. Non tutte però spappagallano le frasi portanti del gergo berlusconiano .Ne abbiamo alcune,fra le più babbee,che riproducono,ovviamente migliorati,i cervellotici assiomi di Capezzone;altri che quasi riescono ad imitare l’inconsistenza simpatica della loquela dell’on. Gasparri ;qualcun o si avvicina già,con buone possibilità, alle incontrollate eiezioni di parole del Ministro La Russa. La tendenza è preoccupante perché la legislatura è lunga,e tanti gli imitatori. E pericolosamente infinita sarà la nostra assuefazione.

Carlo Montaini


7 febbraio 2010