sabato 1 novembre 2014

FRANCO FAGGI


Franco Faggi, 64 anni,è il più grande poeta di Prato. Ultimo libro pubblicato "Profilo di uomo con farfalla" (2014, Pentalinea,è possibile trovarlo presso "Soprattuttolibri" e "Libreria Gori"). Pluripremiato in tutt'Italia. Franco Faggi ha scritto e pubblicato anche: 

"La dimensione degli uccelli" (1969, Viridiana)

"Nudo con cappello" (1973, Viridiana)
"Il viaggio e l'urlo" (1978, Viridiana)
"...D'amore" (2001, Pagnini e Martinelli)
"Les temps perdu" (2011, Viridiana, Pentalinea)

Franco è anche un antico, raffinato e poetico collezionista di minerali ed un esperto entomologo.




Per te Poeta, cos'è la poesia ?

E' una domanda da un milione di dollari. La risposta per me assolutamente vera (..e sicuramente non giusta per tante persone...), la poesia, che mi arriva da fuori o da dentro, non è per me malinconia, riflessione, psicologia, elegia ecc. ed è tutto questo eppure.....


Che vuol dire la poesia viene da dentro o da fuori ?


Io non mi siedo ogni giorno a scrivere così come fa uno scrittore di libri gialli, come ho detto. La poesia mi giunge come se fosse un suono, una musica, un colore, un vento. La percepisco con tutti i miei sei sensi. Io amo la natura, le piccole cose, tutti gli animali, anche i più piccoli e sconsiderati ed odiati da tanti, gli insetti, lo stare a contatto con la natura e quindi uscire fuori dalla città, essere da solo, ma in comunione con tutto e tutti, lo stare dentro di me in silenzio ed in ascolto, fa arrivare quelle cose, emozioni, che ti dicevo prima, .....la poesia.


Allora la poesia è nella natura, non è nella tua città?


Io amo la mia città, che nel mio ultimo libro appare spesso, con le colline che la circondano e con il fiume che la cinge, la poesia è nelle cose della città, negli sguardi della gente, nelle carezze di un cagnolino, la luce del sole sulle mura dei palazzi antichi, le luci dei lampioni nella nebbia, nella miseria di una periferia squallida ed orribile, ma esistente. I rumori, le liti e la disperazione della povera gente, la poesia è dappertutto. Ed io la sento.


Tu la senti sempre?


La poesia io la sento quando arriva, mi colpisce, senza che io la cerchi con caparbietà, quando il bicchiere è pieno e trabocca, quindi io mi canto, ma è sbagliato, io canto l'uomo, qualunque uomo a me comune, e spero che le sensazioni che io sento vengano a toccare dentro un altro, molti altri, così qualcosa ho dato, ma la poesia ha dato, dà.


Parlami del tuo ultimo libro "Profilo di uomo con farfalla" che è stato pubblicato a settembre...


Nel mio ultimo libro, sulla copertina c'è il mio profilo fisico, ma dentro c'è il mio profilo di uomo, un uomo che si mette a nudo che mostra il suo animo a chi legge, senza cercare onore e gloria, ma soltanto per dare qualcosa, bello, sonante, orribile, vero... Pensa alla bellezza della perfezione del quadro di Vermeer (La ragazza con l'orecchino di perla) che dolcezza, bellezza, perfezione armonica, ed allora (L'urlo) di Munch, orribile, deformato dal dolore, dall'orrore... Lui ha sentito l'urlo di un sole che moriva all'orizzonte, non è questo poesia? era solo un pazzo?


E la farfalla da dove proviene, cos'è, un'elegia delle farfalle, della natura ?

La farfalla mi raggiunge non so da dove, vedi la colomba che porta lo spirito santo e da la fede e ama Dio e la pace. Come similitudine la farfalla mi porta emozione, fantasia, follia, così ho simbolizzato l'arrivo della poesia.
Spero che chi leggerà il mio libro abbia vibrazioni, brividi......, spero di dare comunque bellezza, la bellezza è dappertutto nella vita. Io parlo anche spesso della morte, ma fa parte dell'essere, dell'esistere, delle cose che sono con te ed in te nella vita di ognuno.

Ti trascrivo qui sotto alcuni versi di una poesia del libro, dove ti dico cos'è e dov'è la poesia, per me.


E' LA' NELLO SPAZIO BIANCO FRA LE RIGHE
CHE LA POESIA SI NASCONDE,
FRA UN VERSO ED UN ALTRO
DOVE LE PAROLE FINISCONO E NON CONTANO,
LEI STA DOVE VA IL SOLE ALLA SERA
AL DI LA' DELL'ORIZZONTE DEGLI SGUARDI,
DOVE LA CERVA ALL'IMBRUNIRE SI ADAGIA
FRA LE FOGLIE CUPE DEL FOLTO,
FRA IL BATTERE E LEVARE DELLA MUSICA
FRA LE PAROLE DETTE CHE UN AMANTE
HA NASCOSTO NEL CUORE FRA I PALPITI,
IL CANDORE DEGLI SGUARDI DI UN CANE
UN ACCORDO IN FA MAGGIORE,
L'INCREDIBILE PERFETTA MATEMATICA
DI UN'ANIMA NEL CAOS?

Cosa vuoi che ti spieghi.......

Quindi mi dici che, infine, la poesia è bellezza?

La poesia è bellezza e la bellezza è amore, amore verso una donna, verso i figli, il mio gatto rosso, gli amici cari, un paesaggio, un prato fiorito, un bosco,questo mondo e questa gente, i grandi poeti che hanno cantato e suonato la mia musica, la musica è di tutti.

La poesia è un bacio, una carezza, anche un urlo, uno schiaffo. Nel mio animo ci sono molte finestre e porte. Ogni tanto una si spalanca o si chiude, si apre su paesaggi, colori, uno spirito eccelso, un dolore, uno schianto, un amore ancora ricordato... Nella vita ci sono molte stagioni. Quando si è nella stagione dell'autunno si deve godere anche di quel che è ed è stato in una estate.

Quindi nel tuo ultimo libro ci sono anche ricordi di amore di giovinezza?


Si c'è il sapore dei ricordi e dei sogni, ma c'è soprattutto il sapore della reale vita e della fantasia, sentita come un abbraccio, c'è anche il sapore del futuro non ricordato.


martedì 28 ottobre 2014

MUSEO DI PALAZZO PRETORIO: LA MOSTRA, UN FLOP (?)




Sono trascorse ormai tre settimane dall'apertura della Mostra "Capolavori che si incontrano" al Museo di Palazzo Pretorio. Secondo le previsioni di Gianni Zonin, presidente della Banca Popolare di Vicenza, che ha prestato alcuni dei quadri "prelevati" dalla quadreria di Palazzo Alberti già di proprietà della Fondazione Cariprato, l'afflusso avrebbe dovuto superare, nell'ambito dei tre mesi di durata dell'esposizione, la cifra vertiginosa di 200.000 visitatori. Ovvero avrebbero dovuto varcare la soglia del Museo circa 2.600 persone al giorno. In effetti in questi primi 20 giorni l'affluenza è stata assai più modesta. I visitatori superano a malapena quota 4.000. Per una media giornaliera di poco superiore ai 200 ingressi. Lontano, lontanissimo dalle previsioni del presidente di BPV. Ma, tuttavia, in linea con le aspettative realistiche rispetto al tipo di Mostra ed alla popolarità del Museo appena riaperto.
Si è vero ci sono in mostra artisti famosi ed opere di valore assoluto. Ed un vero e proprio capolavoro: la Crocifissione nel cimitero ebraico di Giovanni Bellini. Tuttavia nessuno dei quadri rappresenta un'icona popolarmente riconosciuta. E non è presente in Mostra alcun artista davvero nazional-popolare. 
Bellini, ai più, rammenta un famoso e mondano cocktail. 
Perchè un evento artistico configuri un boom eccezionale di presenze (come  sarebbero stati i duecentomila ingressi preconizzati da Zonin...) occorre che la Mostra sia dotata di caratteristiche particolari. Vediamone qualcuna.

1) La Mostra deve svolgersi in città con lunga tradizione artistica ed al centro di un bacino d'utenza (magari anche internazionale...) già consolidato (Roma, Firenze, Venezia, Milano, Torino, Napoli, ....ma anche Padova, Siena, Vicenza, Pisa, Trento ....ecc. ecc.): Prato non solo non ha questa caratteristica (avendo riaperto il proprio Museo civico da pochi mesi...) ma sconta anche la vicinanza con il grande attrattore di turismo e visitatori rappresentato dal capoluogo. E, fin'ora, non ha messo in campo nessuna positiva sinergia con la città del giglio;

2) La Mostra deve avere qualche particolare peculiarità: essere incentrata, ad esempio, sulle opere di un singolo grande Maestro mai riunite insieme; oppure contare sulla presenza di più artisti uniti da un filo conduttore comune; o, più spesso, e meglio ancora attrarre il grande pubblico per mezzo della enorme popolarità dell'artista (Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Van Gogh, Picasso, gli impressionisti e pochissimi altri...); ovvero contare sulla presenza di una singola opera icona assoluta della pittura (o della scultura..);

3) La Mostra deve contare su un'appropriato marketing pubblicitario aggressivo, intensivo e ossessivo  in grado di "martellare", per settimane, da tutti i media, la possibile utenza. Spesso le spese per la pubblicità della Mostra superano tutte le altre. Ma il ritorno in termini di bigliettazione è quasi sicuro. E' una delle ragioni del grande successo, ad esempio, delle Mostre organizzate da Marco Goldin;

Per "Capolavori che si incontrano" nessuna di queste condizioni è stata rispettata. Cosicchè la Mostra di Palazzo Pretorio si configura come ottima esposizione destinata ad un pubblico di nicchia. Se al 5 gennaio 2015, data di chiusura, saranno stati 20 o 30.000 i visitatori che avranno oltrepassato il portone di Palazzo Pretorio il successo sarà stato lusinghiero.
Non dimentichiamo, infatti, che anche il costo del biglietto d'ingresso ha una sua importanza. Specialmente in un periodo di crisi è chiaro che una delle spese che le famiglie tagliano è quella rappresentata dal voluttuario.

Ma allora se le cose stanno così perchè Gianni Zonin ha lanciato quel numero di decine e decine di migliaia di possibili utenti? Il Presidente di  BPV non è affatto uno sprovveduto nemmeno al riguardo dell'organizzazione di mostre d'arte.
L'unica spiegazione possibile è di tipo "politico". Zonin vuole rafforzare la sua decisione di portare e far rimanere a Vicenza le opere della Quadreria di Palazzo Alberti rintuzzando le polemiche e le richieste di chi vorrebbe quei quadri di ritorno a Prato. Zonin potrà sostenere che l'insuccesso della Mostra dimostra l'inesistenza a Prato di un bacino turistico in grado di valorizzare quelle opere. Bacino, invece, esistente nella sua Vicenza, città palladiana e sotto tutela dell'Unesco. Zonin, una mente raffinitissima?