venerdì 14 ottobre 2016

OSPEDALE S.STEFANO E LE AUTOCENSURE DEL M5S


Massimo Colomban, proprietario di Permasteelisa (società multinazionale che opera nel campo della carpenteria metallica), è diventato, come già saprete, il nuovo assessore alla Partecipate del Comune di Roma.
Pare che il merito principale dell'imprenditore veneto sia quello di essere stato molto amico di Gianroberto Casaleggio (ed anche di Zaia, governatore leghista del Veneto).
Quello che molti non sapevano e/o non sanno è che Colomban è legato anche alla Toscana ed a Prato. La Permasteelisa ha ricevuto l'appalto per la costruzione dei rivestimenti esterni dei nuovi ospedali toscani di Lucca, Massa, Pistoia e, per l'appunto, Prato.
Bè, direte, che c'è di strano. La Permasteelisa è una primaria azienda del settore ed avrà proposto le migliori condizioni d'appalto. 
Vero! Però! Però esiste uno strano e rinnovato rapporto con il M5S che è bene guardare più da vicino. L'ha fatto Fabio Cintolesi con un articolo su un blog cittadino.
Nel quale ci informa di strani comportamenti tenuti da taluni parlamentari del M5S venuti, ad esempio, a Prato per un'ispezione, 2014, al Santo Stefano per iniziativa del locale Meet Up, assai schierato contro il nuovo ospedale ed anche contro la modalità (projet financing) di realizzazione dello stesso. Cintolesi ci fa sapere di come fu difficile trovare uno o due parlamentari che volessero rispondere alla richiesta dei militanti locali. Alla fine aderì all'iniziativa la senatrice carrarina Laura Bottici. Descritta da Cintolesi come fedelissima di Grillo e Casaleggio.
L'ispezione con la Bottici fu quindi effettuata. Ma grande fu la sorpresa dei militanti grillini pratesi quando la senatrice rifiutò di emettere un comunicato o effettuare una conferenza stampa per dare pubblicità all'iniziativa. Come avviene normalmente alla fine di un'ispezione di qualunque parlamentare o delegazione politica. La Bottici, contattata via mail alcuni giorni dopo sempre da esponenti del Meet UP pratese e sempre in ordine all'ispezione ospedaliera, non rispose mai a nessuno! Contattata direttamente a Roma si trincerò dietro un "si devono mettere d'accordo tutti i Meet Up cinquestelle toscani"....! 
Il trevisano Massimo Colomban, oltre all'amicizia con Casaleggio, risulta essere stato molto attivo, in Veneto, nel mettere in contatto decine di aziende con il M5S.
Cosicchè può essere che l'atteggiamento della Bottici e di altri parlamentari pentastellati toscani sia risultato così strano e bizzarro in ragione di questi rapporti. E che questo spieghi ampiamente il rifiuto di creare qualche motivo d'imbarazzo all'ex indipendentista-amico e neoassessore della Roma pentastellata. Della serie meglio non andare a frugare nei grandi affari quando i "nostri" sono coinvolti?
Possibile che anche i grillini pratichino l'arte dell'autocensura?

mercoledì 12 ottobre 2016

REPERTI ETRUSCHI A ROCCA STROZZI? SI!




Non troviamo alcunchè di sconveniente se nel Museo Etrusco di Rocca Strozzi a Campi Bisenzio confluiranno anche gli importanti reperti archeologici rinvenuti in quel di Prato. Come la famosa kylix di Douris (foto). D'altra parte la città etrusca di Gonfienti è situata (forse per la maggior parte) anche nel Comune di Campi. Cosicchè la restaurata Rocca Strozzi appare una più che degna location per l'allestimento anche dei reperti gonfientini.
Certo, anche se la vicinanza è notevole, rimane la sensazione di un vuoto a Prato.
Tuttavia siamo quasi certi che nella nostra città non si sarebbe potuto allestire un Museo Etrusco in un ambiente così prestigioso come la Rocca Strozzi.
D'altra parte è cosa nota da tempo che la Soprintendenza chiese per prima a Prato se avesse il modo di individuare un plesso ove raccogliere in forma museale i reperti etruschi. 
Per qualche tempo il Comune di Prato pensò ad una piccola porzione della Villa Niccolini, proprio adiacente le aree archeologiche, quale possibile sede del Museo. Ma oltre alle parole non se ne fece niente. Ecco che spuntò allora la proposta degli amministratori di Campi Bisenzio di sfruttare la ristrutturanda Rocca Strozzi quale sede del Museo. E, giustamente e correttamente, la Soprintendenza fiorentina dette il proprio benestare all'operazione. D'altra parte o Rocca Strozzi o niente. W Rocca Strozzi. Anche se situata in Comune di Campi. D'altronde il mondo, neanche quello pratese, nn finisce al Rosi o a Capalle. 
E a Prato? Nella nostra città occorre concentrarsi, se lo si vorrà fare, sulla valorizzazione del core business etrusco: gli scavi, le grandi ville (quella già portata alla luce e quelle ancora sottoterra..), gli eventuali altri ritrovamenti dei resti della Gonfienti etrusca. Pensando, perchè no, anche alla ricostruzione virtuale  degli ambienti e della città. Affinchè valga la pena, per il turista, visitare prima il sito archeologico e poi recarsi a Rocca Strozzi per ammirare i reperti rinvenuti.


lunedì 10 ottobre 2016

"LIBERI-Sì"

Appello di “Liberi-Sì”

La campagna referendaria sta anteponendo il giudizio sul governo alla discussione sulla riforma costituzionale. È un grave errore, perché si può essere di centrodestra e riconoscere che la riforma servirà allo stesso centrodestra quando tornasse a vincere.
Se la si guarda senza l’occhio della polemica, la riforma ha innegabili vantaggi. Elimina quel bicameralismo perfetto che richiede che il governo abbia la fiducia in entrambe le camere. La storia recente mostra che questo risultato è difficile da ottenere con qualunque legge elettorale, perché mentre i deputati sono eletti “a suffragio universale” i senatori sono eletti su “base regionale”, e perché quattro milioni e mezzo di cittadini votano per la Camera e non per il Senato. Come si ricorderà, nel 1994 Berlusconi ebbe la maggioranza alla Camera ma non al Senato, nel 1996 Prodi la ebbe al Senato ma non alla Camera, e nel 2006 lo stesso Prodi vinse con un margine di 25 mila voti alla Camera, ma perse al Senato.
La riforma costituzionale corregge anche l’attuale estenuante procedura legislativa del “ping-pong”: legifera solo la Camera, e se il Senato si oppone, la Camera avrà l’ultima parola. I senatori saranno ridotti a 95. Diminuiscono i costi della politica. Si riducono le competenze delle regioni. Si aboliscono le provincie. Si abolisce il Cnel. Si limitano i decreti legge. Si introduce l’obbligo del parlamento di votare le leggi di iniziativa popolare.
Gli elettori di centrodestra, in particolare di Forza Italia, sono sempre stati a favore della riforma della costituzione, che fu il primo punto del programma di Berlusconi del 1994. Si sono sempre battuti contro la sinistra della “costituzione più bella del mondo”. E furono sconfitti al referendum del 2006 proprio da quella sinistra. Credo che il centrodestra, come tutti i democratici, i moderati, i liberali, i riformisti, debbano riprendere la vecchia bandiera, anche ora che la sinistra ha cambiato opinione.
Se vincesse il No, due conseguenze sono prevedibili. Primo: la costituzione italiana, che tutti chiedono di cambiare, diventerebbe intoccabile. Chi potrebbe mettere mano alle riforme dopo due referendum falliti? Secondo: se l’Italia si mostrasse irriformabile, nascerebbe una crisi grave. Chi ci darebbe in Europa più flessibilità e sui mercati più fiducia?
Con molte personalità fuori dai partiti, ho costituito il Comitato nazionale “Liberi-Sì” e intendo fare lo stesso a Prato. In vista di un prossimo incontro con la cittadinanza, mi auguro che proprio gli uomini liberi e responsabili di Prato siano disposti ad aderire. In questa occasione, non c’entrano né i partiti né il governo. In gioco è l’Italia.

Senatore Riccardo MAZZONI